Pillole di filosofia: che cos’è la Maieutica?

17.04.2020 – 08.30 – Dal greco  μαιευτική, oggi saziamo la nostra fame di filosofia parlando del celebre termine ‘Maieutica’.
Questa parola significa letteralmente “l’arte della levatrice“, quindi il modo in cui le ostetriche aiutano le madri a mettere al mondo un pargolo.
Un termine così inusuale come può collegarsi con la Filosofia?
Ebbene, il termine, come ci racconta Platone nel suo Teeteto, veniva utilizzato da Socrate, il famoso pensatore che “sapeva di non sapere”.
Il filosofo infatti si paragonava a sua madre, Fenarete, che operava come ostetrica, identificandosi come colui che fa “partorire” la verità agli uomini: ciò significa che ogni individuo è fecondato dalla verità, ma è grazie a Socrate, che proponendosi prontamente, lo fa partorire.

La verità dunque è nascosta all’interno dell‘animo, quindi chiunque può giungervi, o meglio trovarla, attraverso domande e risposte opportune.
Socrate credeva fermamente che il ritrovare la verità fosse essenziale nella vita di un uomo, poichè secondo lui se si è a conoscenza di ciò che è bene, non si può commettere il male.
Parte integrante del metodo del filosofo di Atene è il ricorso a battute brevi e taglienti, ovvero la brachilogia, in opposizione ai lunghi discorsi utilizzati di consueto: questo è un tratto caratteristico che designerà la storica ironia socratica.

Questa ironia consisteva in varie tecniche utilizzate da Socrate, come il fingersi di abbassarsi al livello culturale del discepolo ponendogli domande e rendendolo partecipe delle proprie.
Solo in questo modo e mediante il dialogo, altra componente essenziale, Socrate riusciva a far “partorire” la persona.
La maieutica quindi non è l’arte di insegnare ma l’arte di aiutare.
Socrate arriva dunque alla conclusione che la verità non è insegnabile perché è un sapere dell’anima; quindi sarà inutile inculcare delle idee personali, ma bisognerà far scavare l’individuo nel proprio animo.

Ciò che si può dire è che il Dialogo di Socrate si basa sulla confutazione, ovvero per eliminazione successiva delle ipotesi contraddittorie o infondate.
Aristotele successivamente attribuirà al filosofo di Atene la scoperta del metodo induttivo.