Leggere d’amore per sopravvivere all’umanità: “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”

17.04.2020 – 16.20 – In memoria di Luis Sepùlveda, scrittore cileno di impronta mondiale, lo ricordiamo accompagnandovi in una lettura critica del suo primo romanzo d’esordio: Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, pubblicato nel 1988 edizioni Guanda.
Fra tutti i suoi capolavori, scegliamo questo per ricordare il tema della sconfitta e del coraggio che vivono uno dentro l’altro; il tema della Natura, molto caro a Sepùlveda, con le sue leggi insormontabili e insostituibili; la necessità di imparare a rispettare degli equilibri universali a cui noi non possiamo opporci e nel momento in cui lo facciamo, l’armonia generale, che coinvolge ognuno di noi, si spezza, generando atroci sofferenze.

Sepùlveda ha definito Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, il suo romanzo sull’esilio, un’esperienza personale dove ha vissuto con gli indios shuar nella Foresta Amazzonica per sette lunghi mesi, imparandone ogni legge e ogni forma di rispetto, attraverso l’osservazione e l’umiltà.

La chicca preziosa di questo capolavoro sta nel fatto che Sepùlveda ha conosciuto veramente un vecchio che per sopportare le disgrazie della vita, si rifugiava ogni sera nella sua capanna a leggere solo romanzi d’amore.

(Articolo completo su centoparole:”Leggere d’amore per sopravvivere all’umanità: Il vecchio che leggeva romanzi d’amore“)

Francesca Schillaci 

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