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mercoledì, 7 Dicembre 2022

La “fase 2” tedesca, la Germania verso la normalità dopo il virus

18.04.2020 – 16.20 – Se si tratta di ‘dopo Coronavirus’, in Italia la politica, fra qualche colpo di coda come quello del governatore De Luca che vuol ‘chiudere i confini della Campania’ (e un costante parlare di mascherine e rimettersi agli esperti), accenna a esperimenti di futura normalità, per ora senza un piano preciso sul tavolo soprattutto per le scuole; cosa fa il resto dell’Europa? Le situazioni variano da paese a paese, ma sono orientate, in maniera abbastanza generale, a lavorare per poter riaprire tutto e il prima possibile: e la Germania sta già ripartendo.

Il presidente dello stato federato della Sassonia, Michael Kretschmer, ha dichiarato che “un primo significativo allentamento delle misure in vigore sarà costituito proprio dalla rimozione delle restrizioni alla circolazione”: i tedeschi che vivono in Sassonia saranno quindi nuovamente liberi, dalla prossima settimana, di spostarsi e di uscire dalle loro abitazioni senza motivazione, e riprenderanno anche i battesimi, i funerali, i servizi e le assemblee religiose, anche se con un limite iniziale di 15 partecipanti. In Renania, entro questo mese, riprenderanno anche i servizi dedicati ai bambini, compresi quelli per i genitori Single. Oltre ai musei e ai parchi, i piccoli negozi e gli spazi fino a 800 metri quadrati presenti nei centri commerciali riapriranno invece già mercoledì nel Brandeburgo, assieme ai concessionari d’auto e motoveicoli: saranno possibili, su richiesta, anche le riunioni all’aperto, con un massimo di 20 persone.

Il ministro tedesco della sanità Jens Spahn del governo Merkel, e il presidente dell’istituto Robert Koch, Lothar Wieler (RKI) hanno comunicato in una conferenza stampa ieri mattina che le misure di contenimento dell’epidemia di Covid-19 in Germania hanno avuto successo: la malattia è ora secondo le autorità tedesche gestibile, e le restrizioni alla vita pubblica ed economica imposte da metà marzo vanno via via verso la revoca. Wieler ha riferito che l’aumento giornaliero dei casi è rallentato in maniera importante, facendo scendere l’indicatore di contagio, il parametro R0 di cui si era molto discusso anche in Italia, a 0.7: ogni persona contagiata in Germania, ora, ne contagia meno di un’altra, e quindi via via l’epidemia va spegnendosi. I decessi ancora segnalati all’RKI, che sono stati 315 nella giornata di giovedì, rappresentano la coda di malati ricoverati in terapia intensiva circa due settimane fa; secondo Wieler, a essere a rischio di morte è circa il 30 per cento dei ricoverati che necessitano di ventilazione – un dato che, per quanto tremendo, rappresenta un netto miglioramento rispetto alla percentuale del 50 per cento di cui si è parlato per Gran Bretagna, Spagna e Italia a fine marzo. Spahn non ritiene di imporre l’obbligo per la popolazione generale di indossare mascherine o dispositivi di protezione nel corso delle attività quotidiane: “Il comportamento dei cittadini è responsabile”, ha dichiarato, “e molti le indosserebbero, dove richiesto, senza imposizioni. È importante, peraltro, utilizzare le mascherine correttamente”. Per il futuro, l’istituto Robert Koch ha sottolineato l’importanza dello screening fatto in maniera massiccia, anche se necessariamente da indirizzare su situazioni più specifiche, come ad esempio quella delle case di riposo e di cura; la Germania ha finora effettuato 1 milione e 700mila tamponi, ed è in grado di eseguire 350mila test a settimana.

Anche il presidente dell’ente federale tedesco per la salute (GBA), il professor Josef Hecken, ha spiegato in un suo intervento che gli sviluppi dell’epidemia Covid-19 sono stati molto dinamici, e che le restrizioni erano e sono intese come misura eccezionale tesa a sostenere il sistema sanitario e contenere la diffusione del virus; nel corso degli ultimi giorni, però, in Germania, grazie probabilmente anche alle misure d’igiene e di temporaneo distanziamento sociale attivate e rispettate con cura anche nelle pratiche mediche, la situazione è significativamente migliorata. Secondo Hecken, un’immediata verifica medica è particolarmente importante per le malattie come il Covid, che possono essere identificate solo attraverso il tampone, ed è per questo che le persone che abbiano ancora problemi alle vie respiratorie superiori sono stati invitati a contattare i sanitari. Critiche sono venute invece dalle associazioni dei medici tedeschi, che hanno ritenuto la decisione di allentare le misure una “brusca fermata”, non positiva, che mette a rischio la salute delle persone; le associazioni dei medici avevano richiesto un’estensione delle misure restrittive fino al 3 maggio.

Per quanto riguarda il tracciamento dei contatti, anche la Germania sta sviluppando una App per smartphone che possa agevolarlo, e dovrebbe essere disponibile a partire da maggio. L’App tedesca deve soddisfare tre diversi requisiti: l’affidabilità e la pertinenza dei dati – ad esempio quale distanza tra le persone vada tenuta in considerazione, come garantire che essa sia rilevata in maniera efficace (una connessione Bluetooth può avvenire anche in presenza di barriere fisiche come un muro, che però rende impossibile il contagio; inoltre è molto importante il tempo di contatto, non basta la sola vicinanza), senza la quale risulterebbe inutile, oltre alla protezione da accessi non autorizzati e a una effettiva possibilità di impiegare questi dati per il contenimento del Coronavirus. “Questi parametri”, ha spiegato Spahn, “stanno venendo valutati assieme alle tre autorità responsabili: l’Agenzia federale per la sicurezza informatica, l’Istituto Robert Koch per la parte epidemiologica e il responsabile per la Privacy”. Di App per il tracciamento si discute in molti stati, Italia compresa, da diverse settimane; l’App tedesca si baserà sulle considerazioni dell’organizzazione PEPP-PT, e userà la tecnologia Bluetooth a bassa emissione: il suo scopo sarà informare rapidamente le persone interessate comunicando loro eventuali contatti con persone infette, semplificando così, in proiezione futura, il lavoro di tracciamento delle autorità sanitarie. In Germania, l’uso dell’App sarà volontario.
L’approccio dell’organizzazione PEPP-PT al tracciamento dei dati, a ogni modo, non è privo di controversie, in quanto preferisce una memorizzazione centralizzata dei dati rispetto a progetti alternativi presentati. Secondo la stampa tedesca, inoltre, la comunicazione tra i soggetti che costituiscono PEPP-PT è stata tutt’altro che trasparente, e Birgit Sippelha, di SPD, eurodeputata e impegnata in prima linea proprio nel campo della Privacy e della sicurezza informatica, su un piano dei diritti ha messo in guardia dai rischi rappresentati dal tracciamento dei dati e soprattutto dall’inserimento di una applicazione per Smartphone, sempre attiva, fra i prerequisiti di un ritorno alla normalità: “Se, ad esempio, il diritto di uscire di casa”, ha sottolineato Sippelha, “o di usare la metropolitana è legato all’uso di una App, allora non possiamo più parlare di volontarietà”.

[r.s.]

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