15.04.2020 – 07.30 – Non accenna ad arrestarsi il flusso di clienti e scali negati alle compagnie di navigazione attive nel reparto delle crociere: nonostante ci si prodighi ad offrire alternative e/o proposte per il 2021, i clienti preferiscono cancellare i viaggi programmati.
Tra fine marzo e inizio aprile la “Cemar Agency network” stimava per l’Italia 659 scali cancellati e 1 milione e 848mila passeggeri che andranno perduti; i numeri, stando ai dati pre Pasqua, del 10 aprile 2020, sono schizzati ulteriormente a 2 milioni e 615mila passeggeri, assieme a 953 scali italiani. Numeri forse prevedibili, ma certo imponenti, con importanti conseguenze non solo per il turismo, quanto sulla cantieristica.
Come riporta il giornale Shippingitaly.it, Costa crociere ed Msc crociere hanno entrambe confermato di aver “congelato” ogni itinerario fino a fine maggio; mentre Carnival Cruise Line, dal suo canto, ha sospeso per tutta la stagione, cioè fino a novembre, gli itinerari nel Mediterraneo. È possibile immaginare – sforzandosi di essere ottimisti – una ripresa delle crociere nell’estremo oriente, considerando gli incoraggianti risultati della Corea del Sud e della Cina. Dovesse però anche guarire dal Coronavirus, il paziente “Crociere” rimarrebbe gravemente debilitato e con un notevole danno di immagine.


