03.04.2020-10.40- Pochi giorni fa è comparso un articolo su “Il Fatto Quotidiano” che riportava la segnalazione-testimonianza del signor Francesco Caria, residente a Sedegliano (UD), in merito ad un suo tentativo di mettere in comunicazione la regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con un’azienda di Shanghai, con la quale aveva contatti, per la fornitura di 500mila mascherine e 1000 respiratori. Secondo quanto emerge dall’articolo, il cittadino avrebbe contattato il 21 marzo 2020 gli uffici del Presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, e quelli del Vice Presidente con delega alla Salute e alla Protezione Civile, Riccardo Riccardi, ma senza ricevere riscontro. Altri tentativi sarebbero stati fatti il 25 marzo e il 31 marzo, ricevendo risposte in cui si faceva riferimento ad un blocco delle forniture dalla Cina e all’inoltro della proposta alla Protezione Civile. Caria ha avuto dai fornitori cinesi la conferma di aver effettuato consegne in Italia ma non ad enti pubblici, bensì a privati.
La questione ha sollevato svariate domande e successive richieste di delucidazioni da parte della Regione. “È vero che la Regione Friuli Venezia Giulia aveva l’opportunità di acquistare mille respiratori e 500mila mascherine dalla Cina ma ha ignorato la segnalazione più volte?”. È in sintesi quanto è stato chiesto dalla deputata Debora Serracchiani in un’interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, competente sul Dipartimento della Protezione civile, e al Ministro della Salute. Anche il Movimento 5 Stelle FVG ha chiesto chiarezza: “Già nelle settimane scorse ci sono giunte segnalazioni rispetto a lungaggini nelle procedure di acquisizioni dei dispositivi per affrontare l’emergenza. Ci rendiamo perfettamente conto che, a tutti i livelli, non manchino le difficoltà in questo senso ma ci auguriamo che il presidente e l’assessore sappiano smentire, o quantomeno giustificare, quanto riportato dall’articolo di stampa.”
Nella giornata odierna, l’assessorato di Riccardi, ha dato alcune delucidazioni in risposta alla nostra testata, riferendo a nome dell’assessore quanto segue: “A proposito del sistema di ‘gestione’ mascherine, abbiamo provveduto dal primo momento all’approvvigionamento dei dispositivi di protezione con un ‘doppio’ canale: tramite acquisto diretto dall’ARCS (Azienda Regionale di Coordinamento per la Salute) e Protezione Civile Regionale, così da poter avere un apporto più celere possibile in quanto le dotazioni del governo sono arrivate solo recentemente. Il tutto nonostante difficoltà note di blocco di forniture e con problematiche di conformità delle mascherine. Oserei dire, quindi, che è attivo praticamente un ‘triplo’ canale di approvvigionamento.”
A riguardo della questione Caria, viene affermato che fin dal primo momento si sono palesati centinaia di fornitori, anche non conosciuti all’amministrazione, che sono stati poi collocati in una Banca Dati. Le varie amministrazioni stanno seguendo i canali più affidabili possibili, con quelli che sono stati in grado finora di far arrivare il materiale. Ci sono molti canali ma non è facile perseguire ognuno singolarmente. La regione FVG non ha mai pagato forniture prima di vederle quindi, molti di quelli che sono stati contattati e millantavano disponibilità di milioni di pezzi in tempi solleciti, in realtà si sono rivelati inaffidabili. “Difatti il materiale poi non arrivava in questi casi, quindi si è scelto di seguire un nuovo canale. È anche vero che non è stato possibile contattare tutti i fornitori che si sono palesati perché c’è un tempo per il ritiro e uno per la risposta.” Per il materiale non sanitario, adesso, grazie al D.L. e alle deroghe, molte aziende si stanno riconvertendo e per quanto riguarda le mascherine si sta provvedendo con la distribuzione porta a porta. Per quanto riguarda il materiale sanitario si continuano a perseguire i canali con la Cina e pian piano stanno arrivando.
“C’è comunque un problema logistico da far arrivare i materiali dalla Cina, si sta quindi cercando di far arrivare forniture più sostanziose possibili. Poi c’è un ulteriore problema riguardante il fatto che, più destinatari ci sono, più c’è il pericolo che vengano ‘bloccate’ le forniture. Continuano le difficoltà ma il canale comunque si sta pian piano ‘schiudendo’. Il problema riguardava anche il fatto di non conoscere il numero di casi ai quali si doveva far fronte. A Palmanova al momento c’è una continuo arrivo di materiale che si sta distribuendo primariamente ad Aziende Sanitarie e case di riposo, successivamente al resto della popolazione.”
L’assessorato, comunque, rassicura: “Man mano che arriva il materiale, facciamo in modo di farlo avere a tutti, questo è poco ma sicuro.”
Michela Porta


