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venerdì, 1 Luglio 2022

Coronavirus in Irlanda, Varadkar: “Riluttante a usare altre restrizioni”. A oggi i guariti nel mondo sono 300mila

07.04.2020 – 19.30 – Fino a oggi i guariti dal Coronavirus, nel mondo, sono 300,7mila. “Non abbiamo manuali, non abbiamo guide. Non c’è un sentiero da seguire, dovremo scoprirlo strada facendo”. È stato sincero e aperto, con la cittadinanza irlandese, il premier (‘Taoiseach’) Leo Varadkar, che ha riconosciuto, in un discorso tenuto ieri a Dublino, quanto forte sia l’ansietà della popolazione e il desiderio di sapere quando le restrizioni saranno tolte, non tacendo la realtà delle cose ovvero che non c’è ancora nessuna certezza scientifica che possa dire quando il paese uscirà dalla crisi portata dal Covid-19; la certezza del suo governo è però che i divieti attualmente in essere non rimarranno in vigore un minuto più del necessario.

Leggere e analizzare quanto sta succedendo in nazioni europee con le quali l’Italia ha comunque legami può essere un modo per confrontare diverse reazioni, diverse politiche e diversi modi di comunicare. Varadkar non ha nascosto agli irlandesi che le disposizioni per nuove restrizioni sono sul suo tavolo, pronte per essere firmate, “Ma sono riluttante a usarle”. Continuare a seguire le raccomandazioni del ministero della salute è cruciale, secondo il premier, in particolare per quanto riguarda il fine settimana di Pasqua: a dispetto delle giornate primaverili, anche in Irlanda ci si potrà muovere di meno. Si tratta, però, di una distanza massima raccomandata di 2 chilometri da casa, non di quella fra appartamento e portone dell’edificio così ben nota ormai dalle nostre parti; certo il numero di morti è inferiore, il territorio aperto esteso e la densità di popolazione bassa, e la Repubblica Irlandese ha avuto solo 174 decessi – di persone con età media superiore agli 80 anni – su più di cinquemila contagi; altri blocchi potrebbero essere introdotti se la popolazione non seguirà le raccomandazioni. “Vogliamo che le persone rimangano entro una distanza di 2 chilometri da casa, e che evitino viaggi non necessari; le misure che abbiamo previsto rimarranno in vigore fino al 12 aprile, poi la situazione verrà rivista”. Preoccupazione anche in Irlanda per le case di riposo, alcune delle quali trasformatesi, così come in Italia, in focolai del virus; il ministero della salute irlandese ha però dichiarato di aver visto progresso continuo per dieci giorni e aver già raggiunto il vertice piatto della curva di contagio e il punto di discesa. Le restrizioni attualmente in vigore in Irlanda prevedono il divieto di spostarsi se non per le necessità di lavoro previste dall’elenco governativo, con la possibilità di uscire per provvedere alle necessità, la possibilità di recarsi dal medico e in farmacia, la possibilità di aver cura della propria famiglia (bambini, anziani e persone deboli); è inoltre concesso l’esercizio fisico ed è possibile passeggiare fino a 2 chilometri da casa, assieme ai figli, fin tanto che si rispetta la distanza di sicurezza stabilita in 2 metri. È possibile stare assieme in famiglia, ma non incontrare gli amici né in luogo pubblico né in luogo privato.

Varadkar, medico, precedentemente ministro della Salute, si è dichiarato orgoglioso di rappresentare una cittadinanza che ha seguito le raccomandazioni governative, fermando la diffusione dell’epidemia. “Abbiamo già tutto pronto, se ci fosse bisogno di usare il tipo di imposizioni che esiste in altre nazioni potremmo farlo. Ma non voglio essere nella posizione di criminalizzare le persone per essersi allontanate di due chilometri da casa senza una giustificazione adeguata. Siamo pronti a farlo, ma non voglio ancora farlo, e certamente non lo farò a meno che il capo della Polizia mi dica che è assolutamente necessario”. Altre nazioni, secondo Varadkar, hanno preso queste misure, ma non è l’intenzione dell’Irlanda: “Siamo una democrazia liberale. Penso si possa raggiungere quello di cui abbiamo bisogno attraverso il consenso con il pubblico, coinvolgendolo”, per evitare che la nazione possa emergere dalla crisi attraverso sanzioni, processi o arresti. “Se rimuoviamo i divieti, c’è un rischio reale che il virus inizi a diffondersi di nuovo; ma sappiamo anche che i divieti non possono restare per sempre, e che si portano dietro conseguenze”.

Sull’uso delle mascherine e delle protezioni per il volto, la Repubblica d’Irlanda è stata precisa, e ha informato i cittadini, sempre attraverso il ministero della Salute e l’Irish Times, del possibile beneficio derivante dal loro uso: una mascherina può diventare un’importante strumento di ausilio al controllo della diffusione del virus, ma solo se indossata, portata e tolta in maniera corretta; lasciare il naso scoperto o toglierla per rispondere al telefono e fumare una sigaretta equivale a non averla indossata. Una sciarpa o un foulard possono allo stesso modo aiutare nella prevenzione perché riducono il numero di contatti fra le mani e il viso, non per la loro capacità di filtrare il virus, in unione con il lavaggio frequente delle mani e il rispetto della distanza.

[r.s.]

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