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lunedì, 4 Luglio 2022

Coltivare l’orto ai tempi del Coronavirus. Anche in FVG è possibile

20.04.2020 – 08.30 – Chi possiede – per lavoro, hobby o semplice autoconsumo – un proprio orticello, è libero di coltivarlo, dovesse anche questo trovarsi in un’altra zona della città o in un altro comune diverso da quello di residenza. Lo ha chiarito il governo in questi giorni, dando così la possibilità per chi si improvvisa agricoltore di uscire a coltivare il proprio fazzoletto di terra. Al di là delle zone di campagna, non sono infatti pochi gli orti urbani nelle città, da tempo abbandonati all’assalto delle erbacce.
E’ tuttavia lecito uscire per andare a coltivare l’orto soltanto quando questo non è parte di una seconda casa; in quel caso invece lo spostamento non viene consentito. L’eventuale cura del giardino, in questi casi, ricade sulle spalle di eventuale personale assoldato ad hoc. La Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia ha recepito l’ordinanza del governo, soggiungendo però come vi sia l’obbligo di indossare la mascherina o un suo equivalente, particolarità questa della nostra Regione.
Riportiamo la Faq apposita dal sito della Protezione Civile regionale.

È consentito, anche al di fuori del Comune di residenza, lo svolgimento di attività lavorative su superfici agricole, anche di limitate dimensioni, adibite alle produzioni per autoconsumo, non adiacenti a prima od altra abitazione?

Si precisa che la coltivazione del terreno per uso agricolo e l’attività diretta alla produzione per autoconsumo rientrano nel codice ATECO “0.1.” e sono quindi consentite, a condizione che il soggetto interessato attesti, con autodichiarazione completa di tutte le necessarie indicazioni per la relativa verifica, il possesso di tale superficie agricola produttiva e che essa sia effettivamente adibita ai predetti fini, con indicazione del percorso più breve per il raggiungimento del sito.

Per gli orti di seconde case occorre consultare altra Faq, che precisa che per quanto concerne i giardini privati delle case diverse dall’abitazione principale e ubicate in un altro comune, è consentita l’attività di cura e manutenzione solo da parte del personale incaricato che svolge attività imprenditoriale riconducibile al codice Ateco 81.30, restando fermo che per i proprietari o locatari l’accesso alla seconda casa è consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni.

Resta fermo altresì che nei territori dei Comuni per i quali è stata dichiarata un’emergenza fitosanitaria continuano a potere e dovere essere eseguite su tutte le superfici, anche di limitate dimensioni, le buone pratiche agronomiche ed ambientali prescritte dalle competenti Autorità fitosanitarie.

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