21.04.2020 – 18.11 – Già erano pochi, tanti quanto una boccata d’ossigeno prima di restare nel vuoto; però questo problema, seppur basilare era destinato a non bastare agli italiani. Dopo i ritardi già patiti ai primi d’aprile a causa di una diversa formulazione del decreto (che aveva costretto a ripresentare domande già inviate), l’INPS ha spiegato, per la felicità del pubblico, che circa 400mila domande fra le 900mila ancora in attesa di risposta (su un totale, fra presentate e ripresentate, di 5 milioni) dovranno essere respinte.
Se non sapete ancora perché i 600 euro non sono arrivati, quindi, preoccupatevi. Quasi la metà di queste domande ancora senza risposta, secondo il presidente Pasquale Tridico, infatti, è stata presentata da chi non aveva i requisiti per poterlo fare, o sono stati riscontrati altri problemi come errori di compilazione oppure ancora inserimento dell’IBAN di un conto bancario non intestato al lavoratore che fa domanda, ma a un’altra persona (in poche parole, se una lavoratrice ha inserito l’IBAN del conto bancario del suo compagno magari perché non ha un conto proprio, potrebbe non ricevere i 600 euro). E fino a questo momento, anche se si sapeva di aver sbagliato qualcosa, l’errore non si poteva correggere, perché il noto sistema già protagonista dell’attacco hacker (che in realtà non c’era stato) non permetteva di modificare i dati già inseriti, neppure in caso di errore (Tridico ha assicurato che “la procedura per fare correzioni verrà rilasciata entro questa settimana”). Sulla cassa integrazione, per far presto anche se si sa già che prima di fine aprile non si vedrà nulla, Tridico ha annunciato di aver creato una task force con funzionari e dirigenti: senza task force e comitati tecnici, di questi tempi non si fa nulla.
[f.f.]


