04.04.2020 – 08.39 – Sull’esempio della Sud Corea e dopo i positivi risultati del Veneto, anche a Pordenone è stata allestita nella zona dell'(ex) fiera un “drive-in” attraverso cui sottoporsi a tampone. Il soggetto potenzialmente positivo al morbo attraversa la zona in questione, si ferma, abbassa il finestrino, viene sottoposto a test e in seguito “sgomma” via. In questo modo, rispetto alle normali procedure in ospedale, il rischio è straordinariamente ridotto tanto per il paziente, quanto per l’operatore. Viene però trascurato come non tutti, specie anziani e giovanissimi, dispongano di un’auto o di una patente. Il resto della zona fieristica è stata trasformata in una vera e propria “cittadella”, con uffici, zone per la vestizione e servizi di prima necessità.
Come riporta Telefriuli, finora sono state sottoposte a tampone con questo nuovo metodo un centinaio di persone nella sola giornata di ieri, primo “test” per il nuovo metodo.
La scarsa disponibilità dei reagenti fa sì che possano essere sottoposti a tampone solo forze dell’ordine, vigili del fuoco e volontari in prima linea nell’emergenza; il test viene inoltre riservato anche a coloro che erano positivi al Coronavirus, ma sono ora guariti. In quel caso occorre fare due tamponi in quarantotto ore, onde accertare di non essere più contagiosi.


