16.03.2020 – 16.55 – Dopo gli inviti a far jogging in corridoio, alle televisioni locali che ripetono che c’è il divieto di passeggiata (per ora non è così, anche se non è proprio il caso di andare in giro, ed è ipotizzabile che sotto la spinta emotiva a quel divieto ci si arrivi) e alle richieste di segregare chi è protagonista di assembramenti, la buccia di banana arriva anche sotto la scarpa del virologo diventato virale, Roberto Burioni, che ieri attraverso un Tweet contribuisce a #iorestoincasa con una foto, pubblicata da “Repubblica”, scattata a testimonianza dei folti gruppi di persone che trasgrediscono le direttive del governo e se ne vanno in giro in barba al rischio del Coronavirus. Non è così, però, e Burioni sbaglia foto, ripubblicando un’immagine vecchia, e lo fa anche per Catania, ricevendo in pochi minuti i fischi della platea urlante di Internet: le foto sono fuori contesto. La pista ciclabile di Catania indicata da Burioni è chiusa, e quella del Tevere di Roma è di tempo fa; un rischio, quello dell’immagine non verificata e utilizzata impropriamente, che si fa di giorno in giorno più grande, amplificato dalla psicosi e dalla potenza mediatica dei Social Network. L’immagine brucia.
Alle critiche, Burioni risponde e reagisce. “Ho rimosso le foto, ma vi prego state tutti a casa. Altrimenti non ne usciamo. Grazie”. Comprensibile il fine, assolutamente una raccomandazione da seguire; meno condivisibile il modo. Prima di pubblicare una notizia, in particolare se si è autorevoli, meglio verificare, in queste ore un niente può bastare per scatenare un effetto domino e il sindaco Virginia Raggi infatti prontamente (prima di sapere dell’errore) aveva risposto: “Inviato sul posto due pattuglie della Polizia Locale di Roma Capitale”. Forse sarebbero servite da un’altra parte; un episodio simile, con pattuglie della polizia chiamate a scacciare con l’altoparlante tre bambini (tutti a ben più di un metro di distanza) che giocano sull’altalena in un giardinetto (privato) di Valmaura, si verifica ieri pomeriggio anche a Trieste; massimo supporto alle Forze dell’Ordine, facciamo ciò che ci viene chiesto e con solidarietà. Non chiamiamole a intervenire dove non serve, potrebbe esserci un’emergenza (vera) due strade più in là; non sostituiamoci a chi ha il compito di sorvegliare, una foto fatta a una persona e pubblicata fuori contesto può essere fonte di mille difficoltà, ed esiste la Privacy di ciascuno di noi, non ancora abolita. #iorestoincasa; ma, allo stesso tempo, #usolatesta.
[r.s.]



