10.03.2020 – 14.38 – “I segnali di una maggiore attività della ‘Rotta balcanica’ sembrano rafforzarsi e le dimostrazioni di rintracci più corposi in termini di numeri in questi giorni sembrano avvalorare questa tesi”. Così il SAP, Sindacato Autonomo di Polizia, che vive in modo particolarmente intenso l’allarme generato dalla crisi Covid-19. Crisi, spiega il sindacato, che si affianca a quella sviluppatasi sulla frontiera turco-ellenica, dove centinaia di migliaia di immigrati stanno tentando di sfondare il confine per poi intraprendere il viaggio verso l’Europa. “Nulla conosciamo di queste persone, nemmeno sotto il profilo sanitario oltre che sulla loro identità ed intenzioni. Oggi più che mai serve un controllo medico. In questi giorni il Ministero della Sanità e la nostra Amministrazione”, prosegue il sindacato, “si stanno spendendo moltissimo sull’informazione e sulle disposizioni da mettere in atto sia nella vita comune che in ambito lavorativo dei cittadini che dei dipendenti. Raccomandazioni puntualmente e continuamente aggiornate. Il materiale messo a disposizione agli operatori di Polizia è stato centellinato, perché le scorte appunto sono state inizialmente molto scarse e tuttora non soddisfano le esigenze che la nostra professione richiede. Sono passati molti giorni ormai dall’inizio di questa emergenza che ora sembra purtroppo aggravarsi, ma le scorte di materiali quali, ad esempio, mascherine DPP3 o occhiali anti schizzo, continuano a essere insufficienti rendendo spesso quasi ‘colpevole’ il loro utilizzo nel caso di dubbi sulla salute delle persone fermate. Ci chiediamo quanto vane possano diventare le giuste indicazioni sulle distanze da mantenere tra le persone, o le modalità dell’accesso nella mensa dei poliziotti, oppure la prevenzione fatta quando si ha il sospetto di un possibile contatto con persone provenienti dalle zone più a rischio, se poi non viene nemmeno effettuato un controllo da parte di nessuno alle persone rintracciate che oltrepassano il confine clandestinamente e che poi saranno liberi di attraversare il nostro paese”.
Preoccupato, il sindacato di polizia, anche per quanto riguarda le misure igieniche relative a uffici e mezzi utilizzati. “Qualcosa è stato fatto per aggiungere fondi per le pulizie, troppo poco però. Nulla o quasi viene fatto per un’igienizzazione seria, costante degli uffici e degli automezzi. Per operazioni come quella del rintraccio di clandestini non disponiamo di un luogo veramente idoneo. Sia chiaro, all’Amministrazione locale non imputiamo nulla, ha fatto quello che era possibile fare con quello che aveva ed ha a disposizione; siamo però preoccupati. Pensiamo sia opportuno adottare la massima limitazione dell’accesso di tutti gli uffici aperti al pubblico, consentendo l’ingresso negli uffici di polizia solamente ai cittadini dotati di mascherine di protezione. Sostituendo il servizio, soprattutto la ricezione degli atti e della documentazione, attraverso portali web e sportelli elettronici”.
[c.s.]


