Mascherine alla popolazione: strategie di distribuzione e priorità

28.03.2020 – 12.00 – Ha preso il via ufficialmente la distribuzione di mascherine alla popolazione del Friuli Venezia Giulia, preannunciata con l’avviso diramato il 20 marzo dalla Protezione Civile ai fornitori di mascherine e confermata il giorno seguente dal governatore Massimiliano Fedriga e dal vicegovernatore Riccardo Riccardi, illustrando l’obiettivo “di fornire, gratuitamente e prima possibile, a ciascun cittadino della regione, due mascherine lavabili e riutilizzabili in grado di contenere particelle salivali e di ridurre quindi la diffusione del contagio da Coronavirus”.

Dopo una prima tranche di mascherine distribuite pochi giorni dopo nei comuni di Socchieve in Carnia e San Martino al Tagliamento nel Pordenonese, l’obiettivo prefissato e annunciato dalla regione risulta quello di produrre 20 mila dispositivi al giorno, ovvero la capacità produttiva “che si è riusciti a mettere in campo”, come spiegato dal vicegovernatore, grazie ad una decina di imprese del territorio che si sono rese disponibili rispondendo al bando pubblico.

La distribuzione, di cui Riccardi riferisce, a partire da giovedì 26 marzo, una prima dotazione di mascherine a tutti i comuni della regione entro dieci giorni, passa  inizialmente per la Protezione civile, che contatta i singoli comuni che hanno il compito di provvedere autonomamente e secondo le modalità più idonee al proprio territorio di consegnare le mascherine ai cittadini. Il criterio di distribuzione, come spiegato dallo stesso Riccardi, è quello di “iniziare da quei comuni che hanno registrato il maggior rapporto tra numero di abitanti e contagiati” e successivamente “sarà competenza dei sindaci individuare la priorità d’intervento, dando la precedenza a quei nuclei familiari che presentano una maggiore esigenza in termini di fragilità”.

Sulla distribuzione delle mascherine in via prioritaria ai soggetti più fragili, il vicegovernatore si è espresso anche nella giornata di ieri, a margine del comitato operativo sull’emergenza in corso, annunciando “mascherine di protezione con la prima distribuzione di ventimila unità, per tutti i nuclei famigliari composti da almeno una persona sopra i 75 anni“. Una scelta motivata dal fatto che “dotare i soggetti più anziani di una protezione permetterà loro di abbattere un margine di rischio nello svolgere alcune attività essenziali”.

In merito alle linee guida generali fornite dalla regione e più nello specifico sulla scelta di demandare ai sindaci la distribuzione dei dispositivi di protezione, dalla politica locale si sollevano alcune voci contrariate che denunciano l’assenza di “una strategia unitaria che dovrebbe essere resa chiara e condivisa con tutti i soggetti che poi hanno ruolo nella sua attuazione”, come afferma Chiara Da Giau, consigliere regionale del Partito Democratico. L’esponente dem sottolinea in particolare come a suo giudizio, sia stata “scaricata” sui sindaci “la responsabilità di attuazione di una strategia che non sembra esserci”, lasciando loro “l’individuazione dei criteri per la distribuzione delle mascherine alla popolazione, che diversamente da quanto annunciato in teoria (due mascherine per ciascun corregionale) non sono in realtà bastevoli per tutti”.

Di una posizione analoga in merito all’omogeneità dei protocolli e delle procedure adottate, anche il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Andrea Ussai, il quale chiede “se siano stati elaborati o siano in fase di elaborazioni Protocolli pandemici, Piani di emergenza ospedalieri e indicazioni operative” citando ad esempio la priorità nella distribuzione delle mascherine da parte dei Comuni e proponendo “alla Regione di non demandare la scelta ai sindaci ma di stabilire una priorità nella distribuzione“.

Sulla questione di un maggior coinvolgimento dei sindaci e nello specifico sulla comunicazione, si espresso ancora ieri il vicegovernatore Riccardi, spiegando come l’intenzione sia quella di fare, in via telematica, un incontro per ogni Ambito distrettuale con gli amministratori dei Comuni consociati, nello spirito di coinvolgere i sindaci per rispettare le singole peculiarità territoriali. A tal riguardo” ha spiegato “stiamo perfezionando una catena di trasmissione dei dati per consentire ai sindaci di conoscere le informazioni relative al proprio territorio.”

Nello specifico le mascherine distribuite sono composte da materiale lavabile in soluzione  allo 0,5 per cento di ipoclorito di sodio a freddo per almeno 20 cicli senza perdita delle caratteristiche iniziali (quindi riutilizzabili per circa 40 giorni) e dotate di un grado di filtrazione tale (5 micron) da contenere le particelle salivali.

Nicole Petrucci
Nicole Petruccihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista iscritta all'Ordine del Friuli Venezia Giulia. Direttrice responsabile

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