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lunedì, 5 Dicembre 2022

Insonnia, accerchiamento, stress. L’isolamento aumenta il rischio di TSO

22.03.2020 – 11.16 – Comunicazioni ai cittadini fatte via Facebook, unilaterali, senza poter fare domande neppure tramite quelli che sono i tradizionali portavoce, i giornalisti. Ricevute nello spazio di un’abitazione domestica, la sera tardi, con ritardo, confuse, indeterminate come durata. Vanno aggiungersi a una situazione di stress che è già fortissima: l’allarme arriva dalla Polizia Locale di Torino, città dove in uno spazio di tempo molto breve dall’entrata in vigore prima del decreto Conte e poi delle norme restrittive allo stesso sono in rapido aumento gli interventi per emergenza psichiatrica. In Friuli Venezia Giulia, le norme di Massimiliano Fedriga sono particolarmente stringenti, e prevedono il divieto di passeggiata anche in prossimità della propria abitazione; in Piemonte, guidato dal presidente Alberto Cirio, lo sono altrettanto, e Chiara Appendino, sindaco di Torino, avrebbe preferito provvedimenti diversi: Bisogna pensare”, ha affermato Appendino, “a tutte quelle persone che stanno vivendo momenti di solitudine e costrizioni impattanti per la gestione dei nuclei familiari”.

Il disagio è bidirezionale e bipartisan: colpisce in maniera molto forte le famiglie che si trovano a dover vivere, e soprattutto a farlo di colpo senza che si siano stabilite dinamiche graduali, in condizioni di forte vicinanza fisica (quattro o cinque persone in pochi metri quadrati, come accade nelle grandi città), e colpisce drammaticamente anche chi si trova da solo, in spazi e appartamenti anche più ampi ma vuoti e silenziosi, senza più il rumore del traffico di ogni giorno e senza più la possibilità di uscire o ricevere visite. Insonnia e tensione via via colpiscono gli anziani soli autosufficienti (che spesso ignorano decreto e regolamenti, sull’onda di un comprensibile ‘cosa vuoi che mi cambi’), e allo stesso modo chi ha problemi di mobilità e può ricevere solo l’assistenza per le necessità (che non offre, però, dialogo, parola o un’ora di sole), ma anche i giovani: le crisi nervose via Social Network e la ricerca, di fronte all’incertezza, di una motivazione e di una soluzione rapida o di un ‘colpevole dell’isolamento’ (da identificare, tracciare, eliminare), parlano di aggressività o di fragilità estrema in rapido aumento. Quando non può più essere contenuta, scattano le chiamate d’emergenza e i Tso: ricovero forzato di pazienti con problemi psichiatrici potenzialmente pericolosi. Una pressione che continua a salire, che non ha più valvole di sfogo. Una situazione di rischio per la comunità che non va sottovalutata, perché non tutti si rivolgono ai numeri telefonici d’emergenza psicologica, né esiste alcun modo per obbligarli a farlo; non c’è neppure una semplice possibilità di ignorarli e dimenticare le loro esigenze perché c’è altro da fare.

[r.s.]

 

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