16.03.2020 – 13.00 – Mentre la Slovenia ha riaperto il confine al traffico delle merci, la Croazia sembra aver seguito l’Ungheria in un blocco “totale”. Sembra rientrare in questo contesto – accanto alla frenesia da accaparramento caratteristica di questi giorni – la decisione del governo croato di introdurre “misure di controllo dei prezzi“. La decisione è stata comunicata ieri dal giornale Poslovni Dnevnik. L’obiettivo è anche di contrastare le continue fluttuazioni dei prezzi dei beni in vendita nei supermarket e in farmacia.
Questa sorta di “calmiere” includerà prodotti per l’igiene, alimenti di base, dispositivi di protezione individuale e medicinali.
Per quanto concerne gli alimenti, sono stati inclusi latte, zucchero, latte in polvere, uova, sale, riso, pasta, carne fresca, pesce, frutta e verdura, alimenti in scatoletta, olio d’oliva, alimenti per bambini, pannolini, detersivi per le lavatrici e per i piatti e – ovviamente! – il sapone.
Le misure vanno inoltre a “bloccare” i prezzi per i disinfettanti di mani e pelle, inclusi l’alcool denaturato, così come per gli indumenti protettivi in generale e le mascherine e gli occhiali di ogni tipologia. Va da sé che rimangono “congelati” anche i prezzi di medicine e materiale ospedaliero.
Su questi beni di consumo i prezzi maggiori che si potranno proporre saranno quelli relativi al 30 gennaio 2020, quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dichiarò il Covid-19 un’epidemia capace di minacciare la salute pubblica globale.


