Venezia: Ieva Klingenberga presenta la sua opera alla collettiva ‘The Body Language’

08.02.2020-12.00- Aprirà al pubblico il 13 febbraio ‘The Body Language’ , la collettiva di artisti curata dall’arch. Luca Curci, fondatore del gruppo ITSLIQUID. L’esposizione sarà visitabile fino al 12 marzo 2020 dal lunedì al venerdì e si terrà a Venezia in due sedi diverse: THE ROOM Contemporary Art Space in Calle Larga San Marco 374 , dalle 09.30 alle 17.30, e al Palazzo Ca’ Zanardi a Cannaregio 4132, dalle 10.00 alle 18.00. L’inaugurazione avverrà il giorno 13 febbraio alle 16.00 nella prima sede e alle 18.00 nella seconda sede. Per l’occasione abbiamo voluto fare due chiacchiere con un’artista che esporrà alla mostra, Ieva Klingenberga, audiovisual artist e compositrice lettone che vive a Trieste.

-Buongiorno Ieva, parlaci un po’ di te e delle tue opere.
Sono nata in Lettonia nel 1986. Dopo un master in composizione e dei workshop all’estero, mi è stato consigliato di venire a Trieste dove ho conseguito un secondo master al conservatorio Tartini riguardante ‘Musica e Nuove Tecnologie’. Sono compositrice ed artista audiovisiva. Ho progetti personali che porto in giro per l’Europa ma effettuo anche lavori su commissione per la parte musicale come compositrice, ad esempio per colonne sonore di film.

-Cosa fa un artista di ‘audiovisual’?Come descrivi l’arte audiovisuale a chi non la conosci?
In pratica faccio un po’ tutto: videoriprese con la camera, scelgo come e dove fare il progetto, trovo attori, cantanti o musicisti che devono suonare, curo il montaggio e la post-produzione. E compongo, ovviamente. Anche l’ispirazione arriva da varie parti: psicologia, arte, natura. Lo scopo dell’audiovisual è far interagire la musica con altri tipi di arte visiva. Sull’home page del mio sito, klingenberga.com, si può sentire una registrazione live di un duo di due strumenti, flauto e clarinetto, che ha suonato la partitura da me composta per il Festival della Nuova Musica in Lettonia. Lì mi è stata proposta di fare un’opera solo strumentale. La base è la composizione “Teici, teici valodina”, canzone tradizionale lettone.

-Com’è nata la collaborazione con ITSLIQUID?Cosa rappresenta il tema dell’esposizione collettiva ‘The Body Language’?
Ho trovato questa ‘open call’ del gruppo in internet. Mi sono subito interessata al progetto ed ho inviato domanda di partecipazione per il mio video. ‘The Body Language’ vuole analizzare le parti nascoste delle nostre identità, attraverso un’esperienza immersiva nei labirinti più reconditi della nostra coscienza. Siamo tutti interconnessi ed il corpo umano è esso stesso un sistema di ‘interscambio’ pieno di connessioni con l’esterno. Secondo il punto di vista esoterico la musica è l’inizio e la fine dell’universo. ‘5 elementi’ è il nome del mio video, è diviso in 5 parti che simboleggiano le trasformazioni sulla Terra delle fasi energetiche prodotte dalla dinamica Yin e Yang. Più precisamente esse sono suddivise in Legno, Terra, Fuoco, Metallo ed Acqua. Trasformazioni energetiche, simboli alchemici (come il mare, il cielo e la spirale) che si uniscono alla filosofia Sufi e alla poesia araba, a movimenti della danza medio-orientale e ad alcune ispirazioni come Khalil Gilbran, al libro ‘Psicologia ed Alchimia’ di Carl Jung e al trittico ‘Il Giardino delle Delizie’ di Bosch. Un’altra fonte di ispirazione deriva dal libro “Il suono filosofale: musica e alchimia” di Cerchio Bruno. La musica e l’alchimia tradizionali, come ogni arte sacra, hanno un solo e medesimo scopo: la rigenerazione dell’uomo.

-Per il futuro che progetti hai?Puoi anticiparci qualcosa?
Sicuramente di continuare. Il video che ho portato qui ‘conclude’, in un certo senso, il suo ciclo in quanto è stato precedentemente esposto anche a Roma, a Napoli ed in Finlandia. Dopodichè ho intenzione di avere un periodo di ‘rigenerazione’: è importante, difatti, avere periodi in cui si sviluppano nuove idee per la ‘creazione’ di lavori nuovi successivi. Sono aperta a collaborazioni e a nuove ispirazioni.

Michela Porta

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