“Scusa, hai ragione, ho sbagliato”: critica. Innovazione poetica

12.02.2020 – 11.46 – Non c’è cosa che rallegri di più di un complimento, non c’è cosa che turbi di più di una critica. La nostra identità si diceva viene costruita dagli altri, per quanti “bravo” o “non sai fare niente” hai ricevuto, soprattutto nei primi anni di formazione. Pensandoci, ho fatto agli altri più complimenti che critiche, questo non mi eleva e dirlo è sempre un tranello insidioso fatto di autocompiacimento ma mi piace evidenziare i talenti di ognuno e questa tensione la trovo, oltre che naturale, stimolante. D’altronde, scorrendo biografie e storie di numerosi artisti, si percepisce nettamente quanto i complimenti (e il riconoscimento) siano stati fondamentali addirittura per la scelta di intraprendere una strada piuttosto che un’altra. E non basta essere convinti o consapevoli delle proprie qualità.

Ora mi viene in mente Bocelli che a 34 anni stava per diventare un tecnico della Telecom ma grazie all’idea di una canzone di Zucchero e il suo manager Torpedine, da presentare per un duetto a Pavarotti, si ritrovò qualche tempo dopo, da un pianobar, con i complimenti di Luciano, in un futuro che noi tutti conosciamo. O Fabri Fibra che tentava prima di realizzarsi come Writer, poi come grafico, di trovare la sua strada fino a che, un suo amico, di nascosto, aveva mandato i suoi pezzi in giro e con i complimenti ricevuti si disse “allora sono bravo in qualcosa” fino a diventare una leggenda del suo genere. Ma l’odiosa critica, forse, ha gli stessi effetti. Per lo stesso motivo che a un certo punto non ci si accontenta più di avere attorno degli “Yes man” ma anzi, si ricerca chi tende a opporre una frizione a ciò che facciamo. Sono due azioni dinamiche, il complimento che ti spinge a proseguire e la critica che ti spinge a cambiare e migliorare. Sebbene la natura dei complimenti e delle critiche possa avere obiettivi molto differenti come ottenere qualcosa di preciso con il complimento fatto o distruggere con la critica. Per questo ora scrivo degli sbagli, senza sensi di colpa, sapendo che se ho agito così me lo sentivo e in quel momento per me era la migliore scelta, ma senza per questo alleggerirsi o togliersi dalle proprie responsabilità. Dire scusa, hai ragione, ho sbagliato.

Ho sbagliato a inserire altre persone nella coppia. Ho sbagliato nel lavoro a essere troppo rigoroso. Ho sbagliato nel lavoro a essere troppo flessibile. Ho sbagliato a non pensarci prima. Ho sbagliato a lasciar perdere. Ho sbagliato a insistere. Ho sbagliato a non mettere a posto. Ho sbagliato che ho fumato. Ho sbagliato a dirti quella cosa. Ho sbagliato a non dirti niente. Ho sbagliato con quel tono. Ho sbagliato a non continuare. Ho sbagliato l’intonazione. Ho sbagliato a non studiare quella cosa. Ho sbagliato a non uscire. Ho sbagliato ad andare. Ho sbagliato a mettermi quel vestito. Ho sbagliato abbinamento. Ho sbagliato a ritardare. Ho sbagliato a rinviare. Ho sbagliato a trattare male gli occhi. Ho sbagliato a mettere poco gli occhiali. Ho sbagliato a mangiarmi le mani. Ho sbagliato a non allenarmi. Ho sbagliato a non dargli peso. Ho sbagliato passaggio. Ho sbagliato la grammatica. Ho sbagliato a non provarci. Ho sbagliato azione. Ho sbagliato operazione. Ho sbagliato posizione. Ho sbagliato gesto. Ho sbagliato scelta. Ho sbagliato idea. Ho sbagliato
momento. Ho sbagliato a buttarlo via. Ho sbagliato a tenerlo. Ho sbagliato ad aspettare. Ho sbagliato a fare casino. Ho sbagliato a stare in silenzio. Ho sbagliato a iniziare. Ho sbagliato di pensare a morire. Ho sbagliato a pensare di essere infinito. Ho sbagliato a immedesimarmi. Ho sbagliato a non comprenderti. Ho sbagliato a darmi ragione. Ho sbagliato a darmi colpe. Ho sbagliato a essere indispensabile. Ho sbagliato a essere tutto. Ho sbagliato a essere il nulla.

[d.b.]