14.02.2020 – 08.18 – Italianway, una start-up attiva nel settore del turismo, sbarca nel Friuli Venezia Giulia con l’obiettivo di attirare, il prossimo anno, 160mila visitatori “affluent” ovvero nella definizione dell’azienda con una “capacità di spesa medio-alta“. Come avverte il nome, l’obiettivo è di offrire un’esperienza di soggiorno definita “all’italiana”, mettendo a disposizione di chi possiede una seconda casa inutilizzata gli strumenti di Italianway per metterla a reddito.
La start up sembra aver avuto successo nel 2019, guadagnando 15 milioni di euro e collezionando 1000 immobili in tutta Italia. L’obiettivo degli oltre centomila viaggiatori è a realizzare in un arco di cinque anni con un previsto guadagno di 4 milioni di euro.
Il modello di Italianway trasforma la seconda casa in un simil-hotel, offrendo un servizio qualitativamente maggiore rispetto a piattaforme come Airbnb.
Davide Scarantino e Marco Celani, Founder e AD di Italianway, hanno promesso un ‘vacation rental’ che agisca in “maniera virtuosa e legale”. L’esplicito riferimento a una tipologia di viaggiatore o turista “di lusso” si inserisce però in un clima di forte gentrificazione; laddove il proprietario della seconda casa avrebbe offerto il suo immobile a degli studenti o a una famiglia a un prezzo di affitto normale, ora avrà un incentivo in più per preferire invece il turista facoltoso, de facto “cacciando” i più poveri e gli studenti. In tal senso l’esperienza di Airbnb in tante città italiane ed europee ha già dimostrato di disgregare il tessuto sociale, con un aumento dei prezzi insostenibile per gli autoctoni e gli universitari.


