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lunedì, 3 Ottobre 2022

Automobilismo d’Epoca: Quando l’auto si fa arte!

Che tra il mondo dell’arte e quello delle automobili d’epoca ci fossero delle affinità è un fatto noto; tuttavia, nell’ultimo decennio, questa analogia è stata resa sempre più evidente da un elevato numero di manifestazioni ed iniziative.

Come accade da tempo immemore per le opere d’arte su tela, anche l’automobile d’epoca sta gradualmente diventando oggetto di investimenti a medio-lungo termine e proprio grazie a questa tendenza, sono aumentate, in maniera esponenziale le mostre di automobili classiche dove collezionisti ed appassionati, dopo aver consultato un catalogo, possono recarsi per acquistare qualche vettura; consuetudine, questa, del mondo dei collezionisti di opere d’arte e sculture.

I maggiori eventi sono nati e cresciuti su suolo europeo, con i concorsi di eleganza prima e con le fiere poi. A partire dal secondo dopo guerra, invece, ne possiamo trovare di diversi anche negli USA e, da qualche anno, addirittura in Giappone.

Andando a ritroso nel tempo, più precisamente al lontano 1951, il sodalizio tra auto e arte, come lo intendiamo noi oggi, si concretizzò per la prima volta grazie all’iniziativa ‘’8 Automobili’’ indetta dal MOMA (Museum Of Modern Art) di New York, dove alcune vetture, ritenute capolavori di design, furono esposte nelle sale del museo. Tra queste, fece bella mostra, l’elegantissima ‘’Cisitalia 202’’ disegnata da Battista ‘’Pinin’’ Farina; modello che, al termine dell’esposizione, entrò a far parte della collezione permanente, come esempio magistrale di scultura mobile, ottenendo il titolo di ‘’Prima automobile nella storia ad essere esposta in un museo d’arte’’.

Nel 2017, in occasione del sessantesimo anniversario dalla nascita della ‘’Fiat 500’’, la collezione automobilistica del MOMA è stata ampliata con l’introduzione di un esemplare della piccola utilitaria italiana, insignita del titolo di ‘’Icona di design del XX secolo’’.

Il rapporto ‘’Auto-Arte’’ non è passato inosservato nemmeno alle case automobilistiche europee. La bavarese ‘’BMW’’, nel 1975, organizzò l’evento ‘’BMW Art Car’’ chiamando al suo cospetto il pittore e scultore americano ‘’Alexander Calder’’ per dipingere sulla carrozzeria di una ‘’BMW 3.0 CLS’’ come se fosse una tela bianca, donandole così un valore, destinato col tempo a diventare inestimabile.

In Italia sono molte le case che hanno deciso di esporre i modelli della propria storia, allestendo delle vere e proprie gallerie d’arte automobilistica. In principio fu il palazzo del ”Centro Storico Fiat” di Torino, poi il ”Museo Enzo Ferrari” di Modena fino ad arrivare al nuovissimo ”Museo Storico Alfa Romeo” sito ad Arese, in provincia di Milano. Quest’ultimo, un giorno all’anno, permette ai suoi visitatori di poter osservare i modelli in esposizione con gli sportelli completamente aperti, a sottolineare che la bellezza di un’automobile non si limita all’estetica della sua carrozzeria ma può essere scoperta anche negli interni e nella profondità del suo cofano motore.

Se in un primo momento questo connubio può sembrare dannoso per il mondo dell’automobilismo d’epoca, in quanto tendente a trasformarlo in un settore estremamente elitario e riservato alle tasche di pochi facoltosi collezionisti, in realtà non è così; ecco perché:

Con la presa di coscienza delle numerose similitudini che intercorrono tra automobili classiche e opere d’arte, per gli appassionati del genere, si sono moltiplicate le occasioni per condividere la passione con altre persone grazie alla nascita di raduni organizzati ad hoc, di scuole di restauro, ma soprattutto di riviste e canali social specializzati che hanno portato ad apprezzare l’automobilismo storico, milioni di persone, soprattutto giovani e giovanissimi che, fino a quel momento, poco o niente conoscevano di questo vastissimo mondo.

Il dualismo ‘’Auto-Arte’’ sta avendo una forte influenza anche sulla diffusione della cultura, non solo prettamente automobilistica ma anche intellettuale, basti pensare ai soli eventi del calendario motoristico classico italiano che, ogni anno, danno lustro a tradizioni, luoghi e personaggi, di città ma soprattutto di piccolissimi paesi sparsi sulla penisola. Primi su tutti, la celebre ‘’Mille Miglia’’ che attraversa due terzi dello stivale, l’antichissima ‘’Targa Florio’’ con il suo affascinante percorso attraverso i mari e i monti della regione Sicilia, ma anche le nostrane ”Trieste-Opicina Historic” e ”Mitteleuropean Race” che da diversi anni, associano alle gare di regolarità, la scoperta della cultura mitteleuropea e del Friuli Venezia Giulia, sia dal punto di vista storico che paesaggistico.

Considerare l’automobile d’epoca, un’opera d’arte, è anche un modo per celebrare e riscoprire i grandi artigiani e maestri di design della propria nazione, Pininfarina, Zagato, Gandini e Giugiaro per l’Italia (solo per citarne alcuni), Malcom Sayer per l’Inghilterra, Ferdinand Porsche per la Germania e via discorrendo.

Avvicinarsi al mondo dell’auto d’epoca è un ottimo modo per avvicinarsi anche alla storia di una precisa società; attraverso le sue linee, le sue forme e le sue caratteristiche tecniche è, infatti, possibile comprendere i valori, gli usi, i costumi e la clientela di un determinato periodo storico.

Interessarsi di auto storiche non implica il fatto di possederne alcune e di utilizzarle assiduamente; ci si può definire tali semplicemente ammirandole e apprezzandone le caratteristiche tecnico-stilistiche. Citando il futurista italiano, Filippo Tommaso Marinetti, ‘’Osservare un’automobile ruggente è ancor più bello che osservare la Nike di Samotracia’’.

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