Migrante morto nel Cpr, l’autopsia esclude il pestaggio. SAP: “Accuse strumentali”

27.01.2020 – 23.11 – A seguito dell’autopsia del giovane ventenne tragicamente morto presso il Cpr di Gradisca, il Sindacato Autonomo di Polizia reagisce chiedendo le scuse da parte di coloro che insinuarono una responsabilità da parte delle forze dell’ordine, falsamente accusate di violento pestaggio. L’autopsia infatti ha rivelato che il cittadino georgiano non ha segni di percosse. Il migrante sembra essere morto a causa di un edema polmonare.
Le accuse contro i colleghi si sono rivelate strumentali. Gli ospiti dei centri per il rimpatrio sono disposti a tutto pur di non tornare nel loro Paese. Inscenare una rivolta è il modo migliore per creare condizioni che permettono di sparire nel nulla”.
Così ha commentato la vicenda Stefano Paoloni, segretario generale del SAP.

“Questo – prosegue – conferma che le accuse nei confronti dei colleghi erano strumentali. I centri per il rimpatrio sono delle vere e proprie bombe ad orologeria in cui i colleghi addetti alla vigilanza sono esposti a rischi enormi in una struttura spesso non adeguata alla sua funzione. Spiace – conclude Paoloni – che vi siano persone disposte a tutto pur di strumentalizzare l’operato delle forze dell’ordine esponendole in tal modo a continui rischi per la loro incolumità a causa di queste persone che si sentono legittimate a inscenare fughe immotivate”.

[c.s.]

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