La scultura di una Stella Rossa sul grattacielo di Fiume: è polemica

08.01.2020 – 14.20 – Un grattacielo italiano, ma con una stella rossa: in una città croata, ma nominata “capitale europea della cultura 2020”. Con un programma ricco, variegato e multietnico, ma all’interno del quale spicca la totale assenza della comunità italiana.
Rijeka propone un “Fiume” di iniziative in occasione della sua nomina a capitale: il calendario già elenca una molteplicità di attività che vanno dall’arte, al teatro, alla danza, all’accademia. Tuttavia passando dalla versione inglese del sito a quella croata, spicca un’opera d’arte certo inconsueta: una gigantesca stella rossa costruita con cemento armato e 2800 frammenti di vetro, simboleggianti i caduti per la liberazione della patria.
L’opera – denominata “Spomenik crvenoj Rijeci” – verrà collocata paradossalmente su un grattacielo razionalista opera dell’architetto triestino Umberto Nordio, risalente agli anni Quaranta. Si tratta dunque, a partire dal titolo, di un “monumento“, anche se presente in via provvisoria: volto a difendere, nella descrizione dell’autore, “una precisa epoca storica“. Proprio quel grattacielo ospitò infatti, nel 1945, un’altrettanto grande stella partigiana a cinque punte. La stella rossa ritornerà pertanto sul grattacielo, dal 3 maggio (giorno della liberazione di Fiume ad opera dei partigiani) fino al 31 dicembre 2020.

L’artista responsabile, Nemanja Cvijanović, ha proposto la stella rossa come un’opera d’arte volutamente controversa: gli affilati frammenti di vetro dovrebbero infatti impedire i vandalismi inflitti a simili monumenti dell’ex Jugoslavia. Il monumento si difenderebbe così da solo contro gli aggressori. Al contempo la stella rossa rimarrà incompiuta, cristallizzata, parzialmente in rovina. Ricordando così lo stato disastrato dei monumenti risalenti al periodo comunista. L’opera è in linea con precedenti opere di Nemanja Cvijanović, “ammirabili” sul suo sito: W IL POTERE POPOLARE, Monument to the Memory of the Idea of Internationale, Das Kapital e così via.
Il contenuto politico è evidente, anche se la descrizione lo declina in una chiave provocatoria e postmoderna. È più un punto di domanda rivolto allo spettatore che un’affermazione di fatto.

Il problema sorge quando si considera come la comunità italiana di Fiume sia stata quasi interamente esclusa dalle iniziative del 2020: le diverse proposte, lontane dalla “politicizzazione” estremista della stella rossa, sono state tutte rigettate.
Il giornale “La Voce del Popolo” si era a questo proposito interrogato sul perché l’identità italiana fosse stata così ignorata, specie in un anniversario quale il 2020 che dovrebbe celebrare le realtà multinazionali e multietniche. La notizia della “Stella rossa a Fiume”, inizialmente riportata solo da Radio Capodistria, rimane in ogni caso d’approfondire, in attesa di ulteriori delucidazioni sull’opera d’arte. Il fatto che attualmente sia irreperibile una descrizione della stella in inglese lascia però sottintendere come i suoi responsabili siano pienamente consapevoli della sua controversia.

(Fonti: Rijeka 2020, eu, Doba moći Spomenik crvenoj Rijeci – samoobrambeni spomenik – Nemanja Cvijanović (HR); cliccando sulla versione “en”, il sito riporta alla pagina principale)

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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