26.01.2020-12.30- Con la fiaccolata in memoria di Giulio, avvenuta sabato 25 gennaio che chiede verità e giustizia dopo quattro anni dalla scomparsa del giovane, un pezzetto di lui finalmente è riuscito a tornare a casa. Il regista ed attore Pif, infatti, è andato a Cambridge per riportare a Fiumicello la sua bici sotto richiesta dei genitori di Regeni. Il video, girato con i giornalisti di Repubblica, seppur breve è un reportage molto toccante. “Abbiamo tolto la ruggine e pulito la bicicletta” comunicano i custodi dell’università inglese. “Avete una targa in onore di Giulio?” chiede Pif. Il custode balbetta qualcosa sul dipartimento che frequentava Regeni. Nel frattempo viene portata la bicicletta: è piena di stickers attaccati dai suoi amici “Verità per Giulio Regeni”.
Arrivato al dipartimento in cui il giovane lavorava, Pif trova la sala a lui dedicata, vicina allo studio della tutor che ha mandato Regeni in Egitto,Maha Abdel Rahman. Pif si domanda: “Una persona che ai magistrati italiani non ha fatto altro che dire ‘non so, non ricordo’, si ricorderà che a pochi passi dal suo ufficio, ironia della sorte, c’è la stanza dedicata a Giulio?”
L’emozione si fa sentire già nel viaggio di ritorno, con una bicicletta apparentemente uguale a tante altre ma che rappresenta una marea di cose: i passi nel mondo, la voglia di conoscere, la curiosità, il desiderio di giustizia e verità che facevano di quella bicicletta il simbolo della passione per la vita che aveva Giulio.
Arrivato a Fiumicello, ad accogliere lo spirito di Giulio ci sono la mamma Paola, il papà Claudio, la sorella Irene e l’avvocato della famiglia. Persone meravigliose, educate. Fin troppo. La commozione è palpabile.
“Lei è tornata, ma Giulio no.” dice mamma Paola.
Michela Porta


