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mercoledì, 7 Dicembre 2022

Sala Tripcovich, Movimento 5 Stelle: “Non sarà abbattuta grazie al nostro lavoro”

15.12.2019 – 18.49 – “Ieri in Consiglio comunale si è appreso da Roberto Dipiazza che la Sala Tripcovich non sarà abbattuta”. Così, nella sua nota alla stampa attraverso Paolo Menis, il Movimento 5 Stelle di Trieste. “A detta dello stesso sindaco, infatti”, prosegue il Movimento nella nota, “l’attuale ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha scritto al Comune di Trieste per affermare che l’edificio convertito a sala teatrale negli anni Novanta non si può demolire. Il diniego arriva in seguito ad un decreto emanato dal precedente ministro Alberto Bonisoli che riportava in seno al dicastero la decisione sull’abbattimento degli edifici di interesse storico-culturale”.

“Per Dipiazza la Sala Tripcovich è equiparabile ad una buca o ad un cassonetto pieno di immondizie di Roma ma, come il Movimento 5 Stelle Trieste ha ripetutamente dimostrato in Consiglio comunale, carte alla mano, l’unico buco associabile alla Sala Tripcovich è quello di bilancio del Teatro Verdi, cui questa amministrazione ha sottratto lo storico edificio con una delibera ad alto rischio di violazione delle vigenti norme nazionali sulla permuta di beni in capo alle amministrazioni pubbliche”, ha dichiarato la consigliera del M5S Cristina Bertoni. “L’anno scorso, sotto Natale, è approdata in Consiglio la richiesta di permuta tra la Sala Tripcovich, allora nel patrimonio della Fondazione Teatro Verdi, e il Magazzino delle Noghere, allora in proprietà al Comune, che lo stava affittando proprio al Teatro Verdi per la custodia delle scenografie”, ha spiegato la consigliera pentastellata. “Il M5S in quell’occasione dimostrò che tale operazione era contraria alle norme che regolano la permuta, perché imponevano lo scambio tra due immobili di valori molto diversi. Infatti, paradossalmente, in quella delibera il valore del magazzino delle Noghere, sito a Muggia in zona industriale e inquinata, era stimato a circa 3.200.000 euro, mentre quello della sala Tripcovich, ancora in buono stato e posta di fronte alla stazione centrale di Trieste, veniva stimato a circa 1.200.000. Tale differenza di prezzo non era giustificabile né dalla metratura dei due immobili, non troppo differente, né dal loro stato di conservazione, né da altri parametri immobiliari. In più, pure a seguito di nostra richiesta specifica e messa agli atti, l’amministrazione non ha ritenuto necessario produrre alcuna perizia che certificasse quei valori, a nostro parere totalmente fuori scala rispetto alle caratteristiche dei due edifici”.

“La Tripcovich, convertita a teatro e donata al Comune dal Barone De Banfield in un momento in cui il Verdi era in ristrutturazione, è un dono che la città ha ricevuto e rappresenta il simbolo dell’amore di Trieste per la musica ed in particolare per la lirica, che trova in questa sala un’acustica impagabile“, ricorda Elena Danielis, capogruppo M5S. “Fino a due anni fa l’immobile ancora ospitava manifestazioni culturali di rilievo e poteva essere impiegato dal Teatro Verdi come volano per le attività di propria produzione, in base alle quali la Fondazione può chiedere i finanziamenti del Fondo Unico per lo Spettacolo. Risulta quindi incomprensibile il reale motivo per cui il Sindaco vuole abbattere questo edificio di grande valore storico e sociale“.

[c.s.]

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