Nicolò Dellosto si racconta

16.12.19 – 12.00 – Nicolò Dellosto ha solo 19 anni ma è una promessa. Sono in molti a pensarlo, a dirlo, a scriverlo. Studente al Liceo scientifico “G.Oberdan”, indirizzo sportivo. A scuola se la cavava egregiamente e fin dal primo anno riusciva a “palleggiarsi” tra studio e allenamento.

La prima cosa che chiedo a Nicolò è: “Che cosa significa essere un giocatore professionista?”
Nicolò: “È il mio primo anno da professionista, ed è una grande gioia fare della propria passione un lavoro. Non bisogna però mai sentirsi arrivati perché a 19 anni ho ancora tanto da migliorare per poter competere al meglio in Serie A, ma sento di essere nel posto giusto e circondato dalle persone giuste per farlo. Inoltre, essere un giocatore di alto livello significa adottare uno stile di vita coerente con lo sforzo fisico e mentale richiesto dalla pallacanestro, di conseguenza non tutto è concesso”

“Com’è arrivata la decisione di partire da Trieste?”
Nicolò: “La decisione di partire è maturata negli anni, quando ho iniziato a ricevere delle offerte da fuori Trieste avevo 14 anni ed era ancora presto, per me, pensare di lasciare casa a quell’età. Poi due anni più tardi ho preso coraggio e mi sono convinto che per fare il salto di qualità nella pallacanestro avrei dovuto prendere parte ad un progetto più stimolante come quello della Pallacanestro Reggiana, così dopo il mio secondo anno di liceo mi sono trasferito a Reggio Emilia, città nella quale ho vissuto e giocato fino l’anno scorso”

“Cosa ti manca di più della tua città?”
Nicolò: “La cosa che mi manca di più, a parte la mia famiglia che comunque sento molto vicina, è la sensazione di sentirmi a casa. Perché sono nato e cresciuto a Trieste, di conseguenza le sensazioni che provo a stare lì sono difficilmente ripetibili”.

“La scuola che hai fatto ti è servita?”
Nicolò: “Mi è servita molto perché ora sono iscritto alla facoltà di Scienze Motorie all’Università Telematica Pegaso, quindi avendo fatto il Liceo Sportivo ho proseguito il mio percorso”.

Nicolò Dellosto
Nicolò Dellosto

“Se ritornassi indietro cosa cambieresti della tua vita? O rifaresti tutto quello che hai fatto?”
Nicolò: “Della mia vita non penso che cambierei nulla, tutte le decisioni che ho preso sono state pensate e si sono rivelate positive finora. Sia in ambito sportivo che personale”

Quale consiglio ti sentiresti di dare ad un ragazzo che come te nutre una grande passione per lo sport?”
Nicolò: “Il mio consiglio è quello di portare avanti lo sport al maggior livello possibile ma allo stesso tempo di stare attenti anche dal punto di vista scolastico. Perché le carriere sportive non sono mai una certezza e non durano tutta la vita, quindi bisogna essere pronti ad avere qualcosa da poter proseguire dopo.”

“E ad un primino che deve iscriversi alle superiori che cosa diresti?”
Nicolò: “Per un primino la cosa importante è avere forza di volontà per ottenere dei risultati positivi nell’arco dei cinque anni. Inoltre è buona cosa iniziare bene da subito perché poi, quando si arriva in quinta, sarà ancora più tosta”.

“Nella tua vita hai mai avuto un mentore? Una guida?”
Nicolò: “Sì, colui che mi ha maggiormente aiutato da quando ho iniziato a giocare ad alto livello è stato Franco Pozzecco, un mio ex allenatore dai tempi in cui giocavo a Trieste, nonché padre di Gianmarco, tutt’ora allenatore di basket in Seria A. Egli mi ha sempre aiutato, dai consigli tecnici in palestra fino a quelli umani per telefono negli ultimi anni in cui vivo lontano da casa”

“Nei momenti di difficoltà o di abbattimento (se ce ne sono) cosa fai? Come reagisci?” Nicolò: “Sono una persona che difficilmente si abbatte mentalmente ma quando capita, la cosa che mi fa stare meglio è chiamare qualcuno di cui mi fido, che può essere un mio familiare, un mio amico o il mio agente. Oppure mi piace semplicemente uscire e distrarmi”

“Come ti definiresti?”
Nicolò: “Mi definisco un normalissimo ragazzo di 19 anni che gioca a basket per passione e che lavora ogni giorno per proseguire il proprio percorso. Poi fuori dal campo sono come tutti gli altri, mi piace divertirmi, a casa studio ed esco spesso con gli amici”.

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