Il dinosauro Bruno “al completo” esposto al pubblico per la prima volta

07.12.2019 – 08.15 – Bruno, il reperto fossile del più grande dinosauro quasi completo mai ritrovato in Italia, secondo ritrovamento – dopo Antonio – nel ricco giacimento del Villaggio del Pescatore a Duino-Aurisina, sarà esposto per la prima volta al pubblico nella sua versione definitiva a partire da oggi, sabato 7 dicembre fino al 1° marzo del 2020, nella Sala della Grotta del Castello di Duino in concomitanza con l’orario d’apertura di quest’ultimo. L’estrazione e la preparazione del reperto è stata curata dalla ditta triestina Zoic, (azienda leader nel settore della preparazione di reperti paleontologici a livello internazionale) sotto la guida del geologo Flavio Bacchia, incaricata nel gennaio di quest’anno dalla Soprintendenza Archeologia belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia.
Alcuni blocchi di roccia con i resti del dinosauro, la cui presenza era stata scoperta nel 1998 a seguito della rimozione dei blocchi contenenti il dinosauro Antonio, erano già stati portati alla luce ai tempi dell’estrazione di quest’ultimo, ma non erano tuttavia ancora mai stati eseguiti i lavori di preparazione dello scheletro fossile, mentre il cranio e la coda erano rimasti nel terreno.

Nel corso di questi ultimi mesi è stata quindi ultimata l’estrazione delle parti restanti ed è stata avviata una meticolosa preparazione dei reperti, ricomponendo, con l’impiego di tre persone per quattro mesi e oltre duemila ore di lavoro complessive, gran parte della struttura: un’operazione molto complessa a causa della frammentazione del fossile, che ha previsto anche la restaurazione in fase finale di lavorazione di alcune parti mancanti in origine. Bruno è un adrosauro cioè un dinosauro erbivoro dal becco ad anatra, molto simile a suo “fratello” Antonio; misura cinque metri in lunghezza, con un peso di circa seicento chili ed un’età di oltre settanta milioni di anni, si tratta di un esemplare adulto, tuttavia, su quest’ultimo dato non possono essere ancora fatte ulteriori precisazioni.

Risulta particolarmente curiosa la sua dislocazione su una piega degli strati che curvano il fossile su sé stesso per 180°, ma rimane ancora ignota per ora la ragione della struttura geologica che contorce il dinosauro; da un lato si trovano cranio, collo, dorso, dall’altro coda e zampe.
La prima persona a notare questo dinosauro fu Bruno Zoppolato, a suo tempo dipendente della ditta che effettuava i lavori, da qui il nome dato al fossile.

Sarà possibile visitare il reperto nei fine settimana e festivi con il biglietto di ingresso al Castello (ad esclusione del 25 dicembre e del 1° gennaio), il sabato dalle ore 15.00 alle ore 18.00, e la domenica dalle ore 9.30 alle ore 16.00.

Nicole Petrucci
Nicole Petruccihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista iscritta all'Ordine del Friuli Venezia Giulia. Direttrice responsabile

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