Antitrust-Poste Italiane: presunte irregolarità nella consegna delle raccomandate

03.12.2019 – 21.40 – Presunte pratiche commerciali scorrette nell’invio delle raccomandate, Poste Italiane nel mirino del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza ma le Autorità negano sia stata messa in atto una strategia per ingannare i clienti. Nella giornata di ieri, gli uomini delle Fiamme Gialle hanno fatto visita nelle sedi del gruppo di servizio postale per vagliare gli indizi su una presunta irregolarità nella consegna degli avvisi di giacenza, i quali spesso finirebbero direttamente nelle casette delle lettere dei destinatari, senza che prima sia stata verificata se vi è la possibilità di raggiungerli a domicilio con la raccomandata. Le verifiche in corso sono state avviate proprio “per accertare una presunta pratica commerciale scorretta, posta in essere nell’ambito del servizio di recapito della corrispondenza e, in particolare delle raccomandate” onde capire se realmente l’azienda abbia fino adesso, messo in atto una strategia ai danni dei consumatori, ovvero posto in essere un comportamento che viola il Codice del Consumo.

Le verifiche sono scattate sulla base di alcuni sospetti che ricadrebbero, innanzitutto, sugli stessi postini che consegnano le lettere, come riportato nella nota Antitrust: “Si assume, del resto, quanto al tentativo di recapito della corrispondenza, che l’avviso di giacenza del plico raccomandato verrebbe spesso depositato nella cassetta postale del destinatario dell’invio senza previo accertamento della presenza o meno del medesimo al proprio domicilio”. In poche parole il postino non suonerebbe nemmeno il campanello per verificare se il destinatario della lettera sia in casa o meno, limitandosi a lasciare l’avviso di giacenza nella cassetta della posta. In questo modo, il diretto interessato è quindi obbligato a presentarsi in sede per ritirare personalmente il plico, dilatando così i tempi di consegna. A questo si aggiunge poi l’ipotesi secondo la quale “Poste avrebbe veicolato messaggi ingannevoli riguardo al servizio di Ritiro digitale, vale a dire la versione evoluta della consegna fisica, delle raccomandate, con riferimento alle relative condizioni economiche e di utilizzo”.

A fronte di queste accuse, la società delle Poste si è detta alquanto stupita per i modi e i tempi con cui la notizia da parte dell’Antitrust è stata diffusa. I vertici dell’azienda hanno replicato, ribadendo che “le proprie condotte commerciali sono improntate a principi di correttezza e trasparenza per la piena tutela dei clienti e si riserva di dimostrarlo nel corso dell’istruttoria”. L’Unione Nazionale Consumatori sembra invece essere soddisfatta da tale indagine in corso e chiede a gran voce che venga fatta luce sulla vicenda: “il servizio delle raccomandate è decisamente troppo caro e poco efficiente. Non è possibile che il destinatario non si cerchi nei dovuti modi e che si lasci sistematicamente l’avviso di giacenza in casella, costringendo il consumatore a fare lunghe code in posta per recuperare la raccomandata ricevuta”. Alla voce dell’associazione, si è poi aggiunta quella del Codacons, la quale si dice pronta a procedere legalmente, in caso di accertamento delle irregolarità, affinché tutti gli utenti del servizio siano risarciti.

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