15.12.2019 – 09.37 – Il vento che imperversa rovesciando i pali della luce, fracassando i vetri delle auto, distruggendo i cartelli stradali. L’uragano dello scorso autunno 2018, quando migliaia di alberi del Friuli vennero abbattuti, rimane indelebilmente impresso, a oltre un anno di distanza. Un danno non solo all’economia, quanto all’identità di un popolo.
Con il tempo alcuni dei (giovani) alberi sradicati vennero riutilizzati, altri andarono in Sicilia per uno spettacolo teatrale e altri ancora divennero, come in questo caso, un’opera d’arte. Si tratta infatti di “Abbraccio“, un’installazione lignea progettata dall’architetto Tito Boeri e posizionata nel giardino del complesso termale di Arta. L’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, presente allo svelamento dell’opera, l’ha definita “un orgoglio in quanto ideata da un architetto di fama internazionale, realizzata con materiale proveniente dalle nostre foreste e simbolo di rinascita di un territorio fortemente colpito dall’uragano Vaia“.
“Siamo doppiamente fortunati ad avere proprio qui ad Arta Terme quest’opera – ha detto l’esponente dell’esecutivo Fedriga – per due ragioni: innanzitutto perché porta la firma di professionista di fama internazionale, che si è ispirato al nostro territorio per creare questa installazione. Inoltre, nel progettarla, ha utilizzato un materiale che rappresenta l’essenza della montagna friulana, colpita lo scorso anno dall’uragano Vaia ma che si è saputa rialzare con quella rapidità già sperimentata in passato di fronte ad altri eventi calamitosi naturali”.
Infine Bini ha ricordato che nella legge di prossima approvazione, Sviluppoimpresa, ci sarà proprio una sezione dedicata al legno. “Insieme al collega di Giunta Stefano Zannier – ha detto l’assessore – nella norma abbiamo voluto inserire un capitolo riservato al comparto del legno; è infatti nostra intenzione valorizzare questo settore non solo sotto il profilo economico, ma anche naturalistico ed ambientale”.


