13.11.2019 – 15.30 – Una prima valutazione dei danni provocati dal maltempo nella notte tra martedì 12 e mercoledì 13 novembre è stata stilata dalla Protezione Civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia assieme al Governatore Massimiliano Fedriga. La verifica delle conseguenze della forte mareggiata, unitamente ai venti e alle copiose precipitazioni che hanno interessato il Friuli Venezia Giulia stesso, ha fatto propendere per la decisione di richiedere lo stato di emergenza nazionale. Ad essere colpite sono in particolare le zone costiere e quelle del centro storico di Grado, Aquileia, Latisana, del Villaggio del Pescatore nel comune di Duino-Aurisina, alcune zone di Monfalcone e Trieste, che è stata soggetta ad allagamenti con danni provocati dalla mareggiata. Anche se ora la situazione sembra essere tornata sotto controllo, Fedriga assieme al vicegovernatore delegato alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, hanno concordato la necessità formulare la richiesta del riconoscimento di calamità al Governo Centrale, per poter far fronte ai danni occorsi alle strutture, “Da una prima ricognizione” afferma Riccardi “ad avere subito i danni maggiori sono i privati che hanno le abitazioni in prossimità delle zone costiere, le infrastrutture e i natanti coinvolti dagli effetti del maltempo. Il forte vento, infatti, ha amplificato la forza del mare che ha portato al verificarsi di diffusi fenomeni di acqua alta”.
Affianco ai tecnici della Protezione Civile durante la notte, sono intervenuti circa cento volontari, con una quarantina di mezzi, per aiutare la cittadinanza ad affrontare gli allagamenti negli appartamenti e nelle cantine, “Tra domani e venerdì procederemo con una ricognizione generale” continua Riccardi “La situazione sta tornando verso la normalità. I tecnici della Protezione civile continueranno il monitoraggio delle zone coinvolte e nei prossimi giorni, avremo un’idea precisa dell’entità dei danni subiti”. [c.s. – Foto di repertorio]


