27.11.2019 – 08.46 – I rapporti tra il Comune di Trieste e la comunità slovena proseguono tra rinvii e passi in avanti: se infatti l’apposizione della targa dedicata al Barone Sigmund Žiga Zois è stata rinviata fino a data a destinarsi, ieri è stata completata la concessione all’A.N.P.I. del “Parco della Pace” adiacente al Poligono di Tiro di Opicina. Il luogo rimane tristemente noto per la fucilazione di 71 ostaggi da parte dei nazifascisti (3 aprile 1944) nel corso di una rappresaglia paragonabile per la brutalità alle Fosse Ardeatine. I corpi degli ostaggi furono poi i primi a venire bruciati nel forno crematorio della Risiera di San Sabba.
Specificatamente la concessione comunale è a titolo gratuito, per 9 anni rinnovabili, all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Comitato Provinciale di Trieste/Vsedržavno Združenje Partizanov Italije – Tržaški pokrajinski odbor (A.N.P.I.- VZPI).
La firma è avvenuta alla presenza del Sindaco Roberto Dipiazza e del presidente provinciale dell’ANPI – VZPI Fabio Vallon, con la presenza dell’Assessore comunale ai Servizi Generali e Valorizzazione Immobiliare Lorenzo Giorgi affiancato dal direttore del Servizio Gestione Patrimonio Immobiliare Luigi Leonardi con la funzionaria Rossana Zagaria, i consiglieri comunali Igor Svab e Valentina Repini. Presente inoltre Dusan Kalc vicepresidente provinciale della stessa ANPI e presidente della Sezione di Opicina incaricata della cura del sito e del servizio di presidio.
In merito alla firma, il Sindaco Dipiazza l’ha definita di “un passaggio importante, cui tenevo personalmente, in quanto ultimo tassello per completare le testimonianze sul territorio dei drammi del nostro Novecento e chiudere simbolicamente quel periodo, quel secolo che così tanti problemi e tragedie ha portato in queste nostre terre. Un percorso di ricostruzione e ricomposizione della memoria – ha detto Dipiazza – iniziato, ormai molti anni fa, con il dialogo con la Comunella di Borst (Sant’Antonio in Bosco) per il via libera alla definitiva sistemazione e valorizzazione della Foiba di Basovizza e che abbiamo quindi proseguito formando la delegazione unitaria dei Sindaci di tutti i Comuni della provincia per recarci assieme sui “luoghi della memoria” a commemorare tutti i Caduti, arrivando infine alla grande tappa del 2010, con quel “Concerto dell’Amicizia” del maestro Muti con i Presidenti di Italia, Slovenia e Croazia e l’esecuzione dei tre inni nazionali nella nostra Piazza dell’Unità. Ora, per completare il quadro, mancava quest’ultimo importante “tassello”, per il raggiungimento del quale ringrazio di cuore chi, come il consigliere Svab, ha collaborato con noi e lavorato pazientemente in tutto questo tempo per conseguire questo risultato. E lavoreremo ancora in questo senso, sempre con la massima disponibilità verso la nostra comunità slovena, con il prossimo obiettivo forte in questo campo: quello di “riconvocare” qui a Trieste, ancora una volta i tre Presidenti di Italia, Slovenia e Croazia, per sancire ancora una volta, e a un livello ancor più alto, la collaborazione fra i nostri Paesi”.
Anche il presidente dell’ANPI Vallon ha parlato di “un momento atteso da tanto tempo. Con questo atto potremo ora garantire, anche formalmente, la piena fruibilità pubblica di quest’area commemorativa sita all’interno del Poligono di Tiro; e lavorare ulteriormente assieme al Comune per quei lavori di adeguamento e miglioramento che sono ancora necessari.”
La prima cerimonia ufficiale che qui si terrà dopo l’avvenuta odierna formalizzazione della concessione sarà – ha ricordato il presidente Vallon – la commemorazione dei cinque antifascisti sloveni triestini fucilati il 15 dicembre 1941, a seguito del cosiddetto “secondo processo di Trieste” messo in atto dall’allora Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato.


