14.11.2019 – 13.10 – Continuano le indagini sui tragici eventi avvenuti in Questura a Trieste nel pomeriggio di 4 ottobre, quando Alejandro Meran, accompagnato in Questura dal fratello per ammettere il furto di un motorino avvenuto in mattinata, ha ucciso i due agenti Matteo e Pierluigi, facendo fuoco contro di loro con la pistola sottratta a uno dei due. La Procura di Trieste ha ora richiesto una perizia psichiatrica per il giovane dominicano, in modo da poter stabilire se il colpevole sia realmente affetto da dei disturbi psichici o se stia fingendo, ovvero simulando una situazione di pazzia in modo da potersi appellare all’incapacità di intendere e volere. Difatti resta ancora un ragionevole dubbio sulla questione essendo che l’uomo, apparentemente inconsapevole delle proprie azioni, abbia avuto una lucidità tale da riuscire non solo sparare, ma anche a impugnare due pistole contemporaneamente e fare fuoco sui poliziotti.
Secondo le dichiarazioni rilasciate di famigliari, l’omicida non era nuovo a comportamenti anormali. Dopo la sparatoria, Meran aveva tenuto un comportamento violento anche all’interno della Casa Circondariale Ernesto Mari di Trieste, distruggendo gli arredi della propria cella e rendendosi protagonista di una aggressione contro gli agenti della penitenziaria. Come diffuso dalla stessa Procura di Trieste, il 25 ottobre scorso, l’uomo aveva dato in escandescenza nel locale docce, tentando di lanciare una lavatrice contro le guardie carcerarie; nello scontro, alcuni operatori erano rimasti feriti nel tentativo di calmarlo.
La consulenza ora è stata affidata a due specialisti provenienti uno da Milano e uno da Bologna, si attendono quindi gli esiti degli esperti per poter procedere con il processo.


