05.11.2019 – 11.30 – Si è svolta nella giornata di ieri, lunedì 4 novembre, in occasione del Giorno dell’Unità Nazionale delle Forze Armate, la visita istituzionale in Friuli Venezia Giulia della Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che proseguirà nella giornata di oggi, martedì 5 novembre, a Trieste, con la visita istituzionale presso il palazzo della presidenza della Regione, al termine della quale la Presidente raggiungerà i monumenti nazionali delle Foibe di Basovizza e della Risiera di San Sabba.
La visita della presidente del Senato si è quindi avviata con l’omaggio ai caduti al Sacrario di Redipuglia, dove ha ricevuto gli onori militari ed incontrato le autorità locali, nonché i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma e le famiglie dei caduti e dei dispersi in guerra. Presenti alla cerimonia anche il Presidente della Regione Massimiliano Fedriga assieme all’assessore Sebastiano Callari ed i rappresentanti dell’Assemblea regionale con il presidente Piero Mauro Zanin. La Casellati si è poi recata a Gorizia per un indirizzo di saluto, a cui sono seguite le visite all’ossario di Oslavia e al Parco delle Rimembranze, ed infine a Udine, al Tempio Ossario, dove, con le autorità locali, ha deposto una corona d’alloro nella cripta.
Si è poi svolto, al Palazzo Antonini Belgrado di Udine, l’incontro istituzionale con il Presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin e con gli amministratori locali dove, oltre che dal presidente del Consiglio, la Casellati è stata ricevuta dal sindaco della città Pietro Fontanini. Presenti all’incontro anche le autorità civili e militari, nonché numerosi consiglieri regionali ed una quarantina di sindaci dei territori di Udine e Pordenone.

“Commemorare il nostro passato cercando di interpretare al meglio la forza evocativa delle celebrazioni per l’Unità d’Italia e al tempo stesso volgere lo sguardo al futuro del nostro Paese, delle sue regioni e dei sui territori, tenendo vivo il ricordo di tutte le vittime militari e civili, dell’odio, delle persecuzioni e dei conflitti che hanno diviso e lacerato il nostro Paese.” Questo il concetto espresso dalla Presidente del Senato nel corso del suo intervento durante l’incontro a Palazzo Belgrado, sottolineando come “Guardare al futuro e farlo con responsabilità significa favorire ogni opportunità di confronto costruttivo con chi il territorio lo vive e lo anima nelle sue quotidiane dinamiche politiche, amministrative economiche e sociali”. La Casellati ha poi evidenziato l’importanza del dialogo “tra i diversi livelli istituzionali e tra le istituzioni e i cittadini” quale elemento indispensabile per “favorire le nostre realtà produttive, le nostre economie e le nostre società.”
La Presidente, ha poi dichiarato come il Friuli Venezia Giulia, sulla base dei dati economici più recenti, rappresenti con le sue ammministrazioni, le aziende, le piccole e medie imprese, l’artigianato locale, ed il turismo “Un’ Italia operosa e produttiva, che si rimbocca le maniche, con effetto trainante per il Paese.” E come, proprio alla luce di questi dati, sia fondamentale da parte delle istituzioni, dare un fermo segnale di sostegno ed attenzione, a cominciare da quelle locali. “Governare il territorio significa amministrarlo con responsabilità, dare attuazione alle norme ai programmi e agli obiettivi di crescita e di sviluppo fissati a livello nazionale e comunitario.” Ha infatti rimarcato la Presidente, sottolineando il fondamentale ruolo degli amministratori locali quali “preziosi interlocutori del Governo, del Parlamento e dell’Ue” nell’ambito dei processi decisionali e dei rapporti che intercorrono tra l’Unione Europea, le regioni e gli enti locali.” La Casellati ha quindi sottolineato la necessità di un’ “Europa più sensibile alle profonde differenze tra le economie e le realtà aziendali delle varie nazioni che partecipano al mercato comune e che possono accedere alle sue risorse, che dia più spazio e maggiori responsabilità a chi è in prima linea nell’attuazione del diritto dell’Unione e che si apra a un confronto più attento con le regioni, con gli enti locali già nella fase di definizione e programmazione delle sue linee di intervento.”
Un concetto, questo, messo in luce anche dal Presidente del Consiglio Regionale Piero Mauro Zanin, intervenuto portando il saluto dell’Assemblea regionale rappresentata dai numerosi consiglieri, e dei molti sindaci presenti, i quali “rappresentano l’elemento più importante della tenuta costituzionale e civile della nostra realtà regionale e nazionale”, ma che tuttavia “sentono un po’ la lontananza del Paese”. Una lontananza, secondo Zanin, che trova la sua causa in molteplici elementi, “dalla crisi economica, morale ed etica” fino “alle difficoltà del rapporto tra la vita politica e la vita comune” ma che non deve, tuttavia, condurre la Regione o lo Stato a “segnare la distanza da questi servitori dello Stato” aggiungendo come proprio dal lavoro quotidiano di quest’ultimi derivi la possibilità di “recuperare un insegnamento” per limitare quella distanza “che oggi c’è tra politica e società civile”.

In merito ai rapporti e alla visione economico finanziaria dell’odierna Unione Europea, il Presidente del Consiglio ha poi evidenziato come l’attenzione si sia spostata dalla produzione di beni e servizi ad una sempre maggiore speculazione economica. “L’Europa di cui abbiamo bisogno” ha infatti dichiarato “deve essere di comunità e di popoli e non di Stati. Una risposta che non può essere trovata nella chiusura negli egoismi nazionali, ma in principi di sussidiarietà che traccia l’idea di una convivenza sostenibile per le nostre comunità”.
Zanin ha voluto fare infine un forte richiamo anche alla competenza, “fondamentale se si vuole la tenuta sociale della nostra comunità”. Un bisogno che il Presidente ha collegato alla commemorazione del 4 novembre, e alla figura del milite ignoto e dei dieci militi ignoti le cui spoglie riposano ancora ad Aquileia. “Quei giovani militi rappresentano i valori di onestà, di senso del dovere, di generosità che danno speranza a cui attingere anche oggi perché il nostro Paese sia degno del loro sacrificio, abbia la dirittura morale che lo ha fatto grande per continuare a esserlo anche nel futuro.”


