12.11.2019 – 09.32 – Spesso si sente di parlare di Darknet, il lato oscuro di Internet. Questo termine attira l’attenzione perché, inconsapevolmente, lo avvertiamo come legato a qualcosa di illegale. Il confine con la legalità è molto labile, ma Darknet è uno strumento: come tale non è pericoloso lo strumento in sé, ma l’utilizzo che se ne fa. Infatti la rete oscura può essere utilizzata anche per scopi leciti.
Che cos’è Darknet? Darknet è una rete parallela che contiene miliardi di informazioni non reperibili dai tradizionali motori di ricerca, con una disponibilità di dati 500 volte superiore rispetto a quella presente sull’Internet convenzionale. Internet e Darknet sono due facce della stessa medaglia, solo che una parte è visibile e l’altra no. Come la luna: una faccia visibile, l’altra sempre al buio. Google non riporta i contenuti presenti nella Darknet, ma ci sono.
Il termine Darknet fu coniato negli anni Settanta per designare le reti isolate da Arpanet (predecessore dell’attuale Internet) per motivi di sicurezza ed è da quel momento che la distinzione nasce. Queste reti potevano ricevere dati dalle altri reti, ma non erano visualizzabili dall’esterno. Per questo motivo, recentemente, il termine è riemerso e diventato di uso più comune. Le reti, a secondo dell’accessibilità delle informazioni, sono state catalogate in 6 categorie:
- Web comune (identificato come ‘livello 0’): corrisponde al web che vediamo e navighiamo ogni giorno, con siti e motori di ricerca;
- Surface web (o ‘livello 1’): è la porzione di Internet nella quale troviamo i server informatici, le reti private di scuole, organizzazioni e siti ai quali si accede solo attraverso registrazione e autenticazione;
- Bergie web (il ‘livello 2’): è l’ultimo livello a cui un utente del Web può accedere senza aver bisogno di conoscenze informatiche. Questi siti si differenziano dai precedenti in quanto riportano contenuti bloccati o nascosti dai motori di ricerca. Si accede soltanto su invito;
- Deep web (o ‘livello 3’): è il primo livello del ‘Web nascosto’, vi si accede soltanto tramite l’utilizzo di software speciali come il browser Tor e vi si trovano contenuti moralmente discutibili. A questo livello dialogano gli hacker;
- Charter web (siamo al ‘livello 4’), anch’esso accessibile soltanto con l’ausilio di software specializzati. Rappresenta il punto più oscuro dell’Internet, frequentato da hacker, terroristi, e tutto ciò che vi ruota attorno. È meglio essere ben coscienti di ciò che si fa, se si naviga a questo livello, altrimenti si rischia seriamente di finire nell’illegalità;
- Marianas web (il ‘livello 5’), è la parte sconosciuta dell’Internet, non ci sono testi, non ci sono manuali. Si dice che arrivi a comprendere fino all’80 per cento dell’intera internet. Sono presenti a questo livello le organizzazioni governative di elevata segretezza. Contiene archivi di documenti, accessibili solo con strumenti potenti e poco diffusi. classificati come ‘informatica quantistica’.
E, no, non è un romanzo Cyberpunk. È tutto reale. Questa rete nascosta è nata come rete anonima utilizzata da dissidenti politici e religiosi perseguiti da governi totalitaristici, da chi non poteva far sentire la propria voce perché censurato, o come veicolo di comunicazione di attivisti in occasione di disordini sociali come quelli avvenuti recentemente in Siria. Successivamente, ha avuto una forte espansione per il download di file multimediali protetti dal copyright, grazie alla protezione offerta dall’anonimato. Oggi è una rete parallela, all’interno della quale non ci sono regole e non vengono applicate le leggi; questo sfocia in un enorme bazar dell’illegale, al cui interno chiunque può scambiare, contrabbandare ed acquistare di tutto: dalle armi, alle sostanze stupefacenti, ai documenti falsi. Può capitare, quando si usa un normale motore di ricerca come Google, di vedere che alcuni risultati sono stati cancellati dalla ricerca; sulla Darknet la cancellazione dei risultati non avviene mai. Non c’è censura e non ci sono siti bloccati. Ciò fa sì che sul Web nascosto all’uso di ogni giorno si possano trovare miliardi di informazioni in più rispetto a Internet, una volta compreso, come abbiano detto, che fra i contenuti che vi si reperiscono possono esserci molto spesso cose illegali che vanno dai contenuti multimediali piratati a informazioni pericolose.
L’illegalità non consiste nella navigazione anonima, bensì nell’attuazione di pratiche criminali che utilizzano la rete per le comunicazioni. Ed anche per questo è il posto preferito dei malware informatici che mettono in pericolo i nostri computer ed i nostri dati. La navigazione nella rete oscura è soltanto per addetti ai lavori con grande esperienza: tra i pericoli più comuni figurano il furto di informazioni sensibili, la propagazione dei malware stessi e la violazione della Privacy. C’è anche Hidden Wiki, il lato oscuro di Wikipedia, che riporta molti link a vari siti illegali. Darknet è stata, ed è, anche una possibilità di espressione libera per gli attivisti nei paesi dove domina la censura governativa. Si dice che sia stato sfruttata per le rivelazioni di Wikileaks.
Entrare nella Darknet è piuttosto facile e la sola procedura attuabile richiede competenze informatiche molto basilari. Questa semplicità di accesso ad un mondo così ricco di fascino, anche se potenzialmente pericoloso, è uno dei motivi per il quale oggi molti utenti scelgono di navigare nel Deep Web invece che nel Web classico; è anche un po’ come ritornare al passato, a un Internet che non era dominato da soli due o tre nomi. La sete di esperienze ed il desiderio di sperimentare portano all’utilizzo della Darknet anche per trovare tutte le informazioni desiderate mantenendo la riservatezza e senza essere tracciati, individuati e continuamente profilati.
[i.b.]


