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martedì, 6 Dicembre 2022

Lavori triestini da riscoprire: Loredana Riavini e il suo studio

25.10.19 -10.20 – Spazio ai lavori triestini tutti da riscoprire. Girando per la città di Trieste, si nota subito quanto negli anni sia cambiata e stia ancora cambiando: ‘temporary shops’, giganti di tecnologia ed elettronica all’ultimo grido, catene che aprono e chiudono senza lasciar spazio a nessun ricordo.
Allora mi sono chiesta dove siano finiti i negozietti che vedevo quando ero piccola, i negozi nei quali trovavi il signore o la signora anziana che però lavorava sempre con passione alla sua particolare attività: sarti, fabbri, cestai. C’è ancora nostalgia di qualche angolo tradizionale della città? E se sì, dove sono nascosti?

Loredana Riavini è una pittrice triestina. Si è diplomata all’Istituto d’Arte Statale ‘Nordio’ negli anni Sessanta ed ha iniziato subito il suo percorso artistico. Successivamente ha insegnato educazione artistica alle scuole medie di Milano e lavorato come grafica per la Ditta Modiano a Trieste. Il suo stile è tradizionale, nostalgico, dettagliato. Osservando i suoi lavori si riesce a percepire il calore che si cela oltre le facciate delle case che dipinge, odorando d’antico e di ricordi. Ha partecipato a svariate esposizioni e concorsi con riconoscimenti in Italia, Slovenia, Croazia ed Australia. Da molti anni è di base a Trieste dove continua a dipingere i suoi quadri.

Loredana, quando hai iniziato a dipingere com’era il panorama artistico a Trieste?

Mi sono diplomata al Nordio con insegnanti validissimi che ora hanno opere esposte al museo Revoltella (Riccardo Bastianutto, professore di laboratorio affreschi stucco; Dino Predonzani, professore di disegno professionale) appassionandomi principalmente all’acrilico. Già a vent’anni ho cominciato a girare l’Istria, soprattutto per i vari ‘Ex-Tempore’ dove andavo a dipingere qualche facciata en plein air erano ‘Ex-Tempore’ originali, dove si timbrava la tela alla mattina, si giravano i vari paesini per poi riconsegnarla alle 16 per le premiazioni.
Durante il matrimonio ho un po’ messo da parte la pittura, dopodichè ho ricominciato ma non ero ancora convinta dei lavori nuovi. Ricordo ancora il consiglio di Duiz (ndr Giovanni Duiz, pittore triestino) che mi convinse a non mollare dicendomi “se c’è la passione dentro, prima o poi torna fuori” e difatti aveva ragione. Continuando a dipingere, sono riuscita a sbloccarmi.

Come ti poni nella preparazione del quadro? Ci sono lavori ai quali sei più affezionata?

In una casa piccola non puoi dipingere ad olio..troppo odore..ho iniziato quindi con l’acrilico con preparazione di gesso per avere una base dura in quanto premo molto con la spatola (infatti sono sempre alla ricerca di spatole morbide!) lo spray ed il fissativo lo metto sul bianco ma preferisco fare alla vecchia, con gommalacca preparata da me perché dà quella patina ‘d’antico’.
I quadri che ho incorniciato sono quelli ai quali sono più affezionata non bisogna mai buttare niente però, perchè alle volte quello che ti piace meno è quello che piace di più ad un futuro acquirente!

Quali sono le principali differenze tra quella volta ed oggi? E nella tua pittura?

Io la vedo molto significativa in questo momento storico, una finestra sul ‘futuro passato’, ritratti dettagliati di case nostalgiche che stanno purtroppo cambiando alla velocità della luce.
Una volta con le persone si instaurava un rapporto vero e proprio, ad esempio con i contadini e i proprietari delle case potevo lasciare lì i pennelli, mi davano un bicchiere di latte, c’era uno scambio sincero. Ora sono tutti più di fretta nella zona, per quanto riguarda l’interesse nello studio, agli stranieri non attira molto, forse per altre ovvie priorità o forse per interessi diversi, i giovani, invece, si stanno interessando nuovamente all’arte magari per decorare la casa appena comprata.
Per quanto riguarda lo sviluppo negli anni della pittura, invece, una volta c’erano della basi solide, insegnanti..ora basta avere una tela e un pennello e tutti si sentono artisti. Da parte mia, dalla sinteticità e linearità iniziale mi sono evoluta forse caricando troppo per un periodo..poi sono tornata a ‘togliere’, accolgo il passato in modo realista.

Il tuo studio è un piccolo faro tra una marea di negozi transitori moderni, come ti poni in relazione all’ambiente che ti circonda?

Il mio studio non ha la pretesa di essere un ‘faro’, quando l’ho preso ho pensato solo alla possibilità di avere un posto dove poter dipingere in tranquillità, si trova in via Molino a Vento 7. Già scendendo in macchina potete notare le mie vetrine e vedere ‘in diretta’ come dipingo, è aperto sempre e potete venire tranquillamente a vedere/comprare i miei quadri, in caso non ci sono il cellulare è in vetrina e ho la casa a due minuti dallo studio.
Dipingo principalmente la mattina perché non mi piace la luce artificiale, c’è però un breve momento del pomeriggio, in cui si riflette la luce del sole sulle vetrate della casa di fronte così che mi rimandano dentro una piccola magia.

La tradizione è molto importante, ci sono altri ‘piccoli’ tesori da scoprire a Trieste che consiglieresti?

Beh, io sono attratta dalle mura ‘istriane’, ma per un ‘Ex Tempore’ in Cittavecchia avevo fatto una scala e una porta di una casa di Piazzetta Trauner, molto carina, ma era prima del Settanta, ora al suo posto c’è un albergo. Alcune opere le ho fatte anche per la Barcolana, dai monti al mare, cosa che non precludo per il futuro.

L’Istria è la terra che ti trasmette più emozioni, i tuoi quadri rappresentano pienamente la tradizione che si sta cercando preservare anche a Trieste. Senza guardare al fattore commerciale o alle ‘mode’ del momento, ci sono luoghi o case secondo te sono da rivalutare o da conservare nella nostra città o nei dintorni?

Come detto in precedenza, ci sono alcuni posti ma mi ispira molto anche il nostro Carso, vado in cerca di muri, intonaci, porte e case vecchie perché i colori non sono piatti (non mi ispirano le case linde), anzi, si sovrappongono e le ‘croste’ che creano per me sono delle vibrazioni intense.

Cosa ne pensi dei giovani e nuovi artigiani che stanno ripopolando Trieste?Ricordi altri posti che invece non ci sono più?

Ben vengano i nuovi negozi artigianali, ’Blu di Prussia’, ad esempio, è magnifico!Rimpiango invece ‘Cadel’, bel negozio di pittura del Viale, ci potevi trovare di tutto. In via Caprin c’era anche l’arrotino fino ai primi anni Duemila. Comunque tanti negozietti hanno e avevano cose che nelle grandi catene non trovi più.

Grazie per il tempo dedicato. Un’ultima domanda: hai qualche progetto imminente?

Dal 25 ottobre al 17 novembre alla Sala Comunale di Piazza Unità a Trieste potrete vedere le mie opere. Oltre alle mie solite facciate saranno esposti nuovi dipinti in cui sto andando ‘dentro’ alle case.
Una curiosità: su facebook sono iscritta al gruppo ‘Istriani nel mondo’ dove le persone mi mandano volentieri foto delle loro case di una volta, e se sono ispirata si possono trasformare in un bel quadro!

Michela Porta
(Photos by: Michela Porta)

Loredana Riavini 2

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