“E, piano piano, tutto si ridurrà in polvere”. L’invasione di termiti nei centri storici

20.10.2019 – 18.14 – Da qualche tempo si sente parlare di termiti nelle città, proprio dove il bosco è un lontanissimo ricordo, se non una leggenda… Ma quando si dice “termiti” nell’immaginario collettivo appare un’immagine, un po’ sconfortante, di grandi mucchi di terra rossa contenenti miriadi di animali dalle dimensioni spropositate, se confrontati con quelle degli insetti che, quotidianamente, popolano le nostre zone. Colti dal timore collettivo, iniziamo, dopo un affrettato peregrinare nei meandri della memoria scolastica, a sperare nella presenza di formichieri o, meglio, di un impavido Indiana Jones che, grazie a qualche oggetto di occulta provenienza, ci salvi dai morsi letali di questi invertebrati molto poco socievoli. Beh, nulla di tutto questo: niente montagnole di terra rossa, niente formichieri dalla lunga lingua adesiva e purtroppo (almeno per le fanciulle di ogni età) nessun Indiana Jones pronto a salvarci. Insomma: che termiti abbiamo, da queste parti?

Per comprendere almeno a grandi linee il fenomeno, partiamo da un po’ di zoologia, la scienza che studia gli animali. Genericamente parlando, le termiti sono insetti dell’ordine degli isotteri; le caratteristiche più evidenti sono quelle da cui deriva il nome: hanno le ali tutte uguali, anche se queste sono presenti solo su alcuni individui ed in particolari periodi dell’anno. Le termiti sono insetti “sociali”, aggettivo che viene loro attribuito non in seguito a partecipazione ad eventi sportivi o frequentazione assidua di private, ‘osmize’ e spiagge della riviera romagnola ma perché, almeno da 100 milioni di anni prima che l’uomo scendesse dall’albero, vivono in grandi colonie suddivise rigorosamente in caste, formando “società” minuziosamente organizzate.
Vengono generalmente distinte in: terricole, lignicole ed arboricole. A seconda della specie, i nidi delle termiti possono variare per quanto riguarda l’ubicazione, l’architettura più o meno complessa e i materiali per la costruzione. Comunque sia, tutti i termitai sono dotati di particolari elaborazioni che consentono di creare un microclima caratteristico. Alcuni di essi sono allo studio per la loro incredibile architettura e per le soluzioni, innovative per l’uomo, legate all’aerazione ed al recupero energetico.

L’ordine degli isotteri raccoglie circa di 2800 specie; i generi di termiti presenti in Europa sono autoctoni e la loro presenza non è assolutamente legata né a fenomeni di migrazione umana né a problematiche correlabili all’inquinamento atmosferico. Le specie che possiamo incontrare in Italia sono principalmente due: Reticulitermes lucifugus (detta anche “termite sotterranea”) e Kalotermes flavicollis (detta anche “termite dal collo giallo”). Vi è una terza specie, Cryptotermes brevis, la cui presenza è attualmente in fase di verifica.
Reticulitermes lucifugus è detta anche ‘termite sotterranea’: si sposta nel terreno, dimostrando stupefacente mobilità; non a caso è responsabile di gravi attacchi alle strutture lignee di edifici antichi e moderni, luoghi di culto e d’arte, archivi e biblioteche, può provocare persino il crollo di tetti e pavimenti. Secondo molti esperti, il Rinotermitide si è adattato in ambienti antropici, dalle caratteristiche specifiche identificabili nel sottotetto buio a travatura lignea ed a copertura a coppo.
Questa termite vive in colonie di individui (tra i 200.000 ed i 1.500.000) comprendenti tre caste, diverse per aspetti e funzione: operai, soldati, riproduttori. La casta dei riproduttori comprende un individuo di sesso femminile di circa 7-9 mm, senz’ali, riconoscibile da un prolungamento dell’addome contenente le uova e terminante con un apparato per la loro deposizione, e un numero discreto, circa 100-150 per nido, di individui di sesso maschile
solitamente alati e di circa 10 mm di colore scuro tendente al nero. Il resto della colonia è composto da individui senz’ali e color ambra chiaro, sono i soldati e le operaie; hanno una lunghezza compresa tra 3 e 5 mm, si differenziano tra loro per via delle mandibole più forti e sviluppate nei soldati. Le operaie sono i diretti responsabili dei danni: consumano e digeriscono la cellulosa, che poi trasmettono agli altri membri della colonia per rigurgito boccale diretto. Reticullitermes si sposta negli edifici sfruttando tutti gli spazi disponibili come anfratti nelle fondamenta, canalizzazioni sanitarie, elettriche e telefoniche, interstizi in murature e pavimentazioni. La specie, eccezion fatta per il periodo dello sfarfallamento, rifugge la luce e l’aria libera, per questo è cosi difficile individuarne la presenza.
La colonia o termitaio resta confinata nell’ambiente stabile del nido o dei camminamenti protetti, costruiti per procedere al di fuori del terreno: simili a cordoncini terrosi addossati alle pareti di muri umidi o pendenti come stalattiti da soffitti e travi, rappresentano un chiaro indizio di infestazione da termiti.

A differenza dei tarli, le termiti non forano il legno, infatti non mostra sintomi visibili dall’esterno: la termite lo svuota dall’interno e ne rispetta gli strati superficiali, senza produrvi fori o rosura di nessun tipo. L’incessante lavoro di scavo degli operai, rimane solitamente celato ai nostri occhi, rendendo più difficoltosa l’individuazione in tempo, prima di causare la rottura o il cedimento definitivo del legno. Si tratta di vera e propria infestazione progressiv: il legno infestato dalle termiti mostra piccolissimi sintomi visibili dall’esterno, quindi, in assenza di un’adeguata prevenzione, l’attività termitica finisce col manifestarsi solo quando i danni sono ormai in stato tanto avanzato, da risultare molto gravi. Rifuggendo infatti la luce diretta, Reticulitermes lucifugus attacca il substrato ligneo e lo svuota dall’interno, rispettando gli strati superficiali liberi, senza
produrvi fori di nessun tipo: l’incessante lavoro di scavo rimane quindi normalmente celato ai nostri occhi. Il legno consumato assume il caratteristico aspetto sfogliato, con ampie lacune intercalate da strati sovrapposti più o meno sottili, simili a lamelle allungate nel senso delle fibre legnose. Nessun tipo di segatura viene rigettato all’esterno e le pareti delle lacune non presentano rosura, ma sono tappezzate con uno speciale “cemento”, detto “legno di sostituzione”, ricavato mescolando detriti cellulosici e residui da digestione (escrementi e saliva), effettuata in simbiosi con microorganismi unicellulari.
Con lo stesso cemento Reticulitermes lucifugus costruisce i tipici camminamenti che appaiono o come i citati cordoncini terrosi addossati alle pareti di muri o degli armadi, o pendenti come stalattiti per tratti più o meno brevi dai soffitti o dalle travi. Questi camminamenti, spesso lunghi e ben visibili, sono utilizzati per procedere al di fuori del terreno nel tentativo di raggiungere la fonte alimentare o per connettere zone del nido non contigue: rappresentano un importante elemento diagnostico per individuare la presenza termitica.

Reticulitermes lucifugus prolifera in ambienti caratterizzati da temperature superiori a 10 gradi centigradi, senza sbalzi improvvisi, e da una percentuale di umidità superiore al 60 per cento, di solito imputabile a legno imbibito da infiltrazioni di acqua piovana o fenomeni di condensa. Ma quali azioni possono essere messe in atto per debellare un’infestazione e proteggere le strutture da una recidiva?
Solitamente viene proposto ai proprietari degli immobili interessati o, comunque, potenzialmente soggetti al problema, di iniziare l’approccio al fenomeno della presenza e diffusione di insetti mediante una visita preliminare, seguita da un’analisi approfondita su ciascun immobile che risulta “infestato” o “infestabile” in sede preliminare. Le operazioni periziali sono da intendersi esclusive su ciascun edificio, quindi non è possibile considerare valida una perizia estesa su più immobili, proprio perché ogni stabile ha le proprie caratteristiche manutentive e strutturali.
Tutti i risultati dei sopralluoghi preliminari devono venir esposti al committente in via confidenziale, mantenendo pertanto adeguato il livello di privacy. In ambito del lavoro peritale, nel caso di conclamazione della presenza di termiti viene sviluppato un piano esecutivo dei lavori a beneficio della ditta esecutrice che sarà scelta dal committente
all’interno di un elenco di ditte autorizzate e certificate all’uso delle sostanze disinfestanti approvate dalle autorità competenti italiane ed europee. La tendenza attuale è quella di utilizzare sostanze assolutamente innocue all’uomo ed agli animali domestici, le quali agiscono, per via alimentare, sul sistema di muta e sulla chitina, elemento strutturale degli isotteri.
La situazione nelle città italiane è abbastanza circoscrivibile, grazie all’evoluzione urbanistica: il legno “urbano” preferito dalle termiti è quello delle travi in legno cosiddette “portanti”, in particolare quando è sufficientemente spesso (diametro di almeno 20 cm), invecchiato ed umido. Ecco che un edificio costruito tra il 1850 ed il 1930 risponde a queste caratteristiche; pertanto le zone interessate dal fenomeno termiti sono, principalmente, quelle dei centri storici di espansione ottocentesca, per quanto riguarda i palazzi. Per quanto riguarda le ville o gli edifici isolati, è importante conoscere epoca di costruzione e la tipologia di materiali utilizzati. C’è da sottolineare che la termite Reticulitermes lucifugus trova sempre un habitat favorevole nelle radici degli alberi secolari di giardini e viali, per cui è importantissimo bonificare non solo le case ma, anche,
ispezionare tutte le zone alberate limitrofe agli stabili disinfestati o dichiarati infestati ed
eventualmente agire con disinfestanti specifici o con potature, anche radicali, compreso il taglio e l’asporto completo del ceppo.

Dal punto di vista della responsabilità civile, la termite è animale “condominiale”, occupando le zone comuni e nutrendosi della struttura portante della casa. Attualmente, sull’onda delle normative francesi in merito alle infestazioni termitiche, che prevedono non solo l’obbligo di disinfestazione su semplice segnalazione ma anche il monitoraggio periodico, diverse assicurazioni hanno previsto di estendere la polizza fabbricato ai danni biologici, includendovi, appunto, l’erosione lignea da termiti. La stagione autunnale e quella invernale sono ottimali per lo svolgimento di perizie ed ispezioni, mentre le disinfestazioni più efficaci vengono svolte tra febbraio e giugno.

Paolo Bonivento

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