Due agenti uccisi a Trieste, Sindacati scossi e indignati: “Servono più tutele”

04.10.2019 – 23.28 – La sparatoria avvenuta questo pomeriggio a Trieste, nella Questura, frutto del gesto folle di due arrestati che hanno afferrato la pistola di un poliziotto, ha profondamente scosso la nazione. Due i giovani agenti morti; due vuoti impossibili da colmare. Dopo le dichiarazioni delle istituzioni e della politica, dei tassisti e di Confcommercio, dei presidenti e dei ministeri, è il turno dei Sindacati; i quali vanno oltre al cordoglio e al lutto, osservando lo stato di profondo abbandono della Polizia, priva dei necessari mezzi ed equipaggiamenti, in uno stato di continua mancanza di risorse. Accanto ai Sindacati di Polizia – ma non solo – non mancano le dichiarazioni di solidarietà dei colleghi delle forze armate e oltre confine dalle organizzazioni slovene, con quella fratellanza che accomuna tutti nella tragedia unanime.

Il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Giuseppe Zafarana, ha infatti espresso al Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Franco Gabrielli, il suo personale profondo cordoglio e quello di tutti i Finanzieri per il “barbaro assassinio” dei due poliziotti in servizio alla Questura di Trieste.

La Svet slovenskih organizacijConfederazione Organizzazioni Slovene ha espresso la propria solidarietà alla tragedia con un comunicato ufficiale: “A nome mio personale desidero esprimere le più sentite condoglianze per la grave e dolorosa perdita dei due agenti di polizia ai quali sono state con violenza strappate le loro vite”.
“La nostra vicinanza va innanzitutto alle famiglie delle due vittime ed alle Istituzioni dello Stato per le quali i due agenti di polizia svolgevano il proprio servizio”.

Il Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) ha espresso, nelle parole di Stefano Paoloni, “il nostro cordoglio alle famiglie dei colleghi uccisi a Trieste. Siamo addolorati”.
“Siamo continuamente vittime di balordi – racconta Paoloni, come riporta Il Giornale – Questa è l’ennesima aggressione che contiamo dal 1 giugno, ma con un tragico epilogo che ci lascia sgomenti. Abbiamo bisogno di maggiori tutele mentre siamo in strada a rendere il nostro servizio alla comunità e servono pene severe per chi attenta alla nostra vita”.

“La consapevolezza di restare impuniti – continua Paoloni – alimenta condotte come questa che oggi ci porta a piangere due giovani colleghi, appena trentenni, un agente e un agente scelto, “colpevoli” di indossare una divisa. È da tempo che chiediamo a gran voce dotazioni idonee come il taser e come riconoscimento a quelli che sono i pericoli che ogni giorno fronteggiamo su strada. Non è accettabile morire così e per mano di chi non ha rispetto per la vita e della legge”.

Dure parole, che vanno oltre il lutto, da Valter Mazzetti, Segretario Generale della Federazione Fsp Polizia di Stato: “Un agente e un agente scelto, giovanissimi, di soli 27 e 31 anni, morti, e un altro agente ferito a una mano. È devastante il bilancio della tragedia verificatasi oggi a Trieste – osserva – È un lutto che sconvolge l’intera Polizia, ma il nostro dolore, profondissimo, non sarà mai abbastanza a fronte di quello dei familiari dei nostri colleghi Pierluigi e Matteo, e delle rispettive compagne, a cui ci stringiamo con tutta la forza della nostra fratellanza per questi giovani eroi vittime del loro spirito di servizio e del loro fedele svolgimento del dovere”.

“Quella che si verifica fra le Forze di Polizia è una vera e propria ecatombe. Ogni giorno feriti e troppo spesso morti fra le file di Servitori di uno Stato che li da per scontati. Nessuno può realmente immaginare quanto il pericolo sia in agguato ad ogni servizio delle nostre interminabili giornate. Ma quando meno te lo aspetti accade che un soggetto portato in questura per accertamenti, mentre viene condotto in bagno, aggredisce un poliziotto e gli sfila la pistola, poi prende a far fuoco e colpisce tre colleghi, e spezza per sempre due vite. No, nessuno può immaginarlo. Ma questa è la quotidianità per chi ogni giorno spende la propria vita per il solo onore di indossare la divisa”.

Quasi subitaneo l’intervento del Sindacato di Polizia Mosap, attraverso le parole del segretario nazionale Fabio Conestà, che ha annunciato come l’ente si costituirà a parte civile: “L’escalation di violenza e attentati verso i poliziotti e carabinieri ci preoccupa. Quella di oggi a Trieste e’ una tragedia immensa che ci lascia tutti attoniti, ma fermi nella volontà di colpire duramente la criminalità. Non è un semplice attentato verso due valorosi colleghi morti colpiti da uno sciacallo infame, ma verso tutti i cittadini italiani che vedono nelle forze di Polizia un segno tangibile che lo Stato è vicino ai cittadini”.

“Ma siamo anche preoccupati – critica veemente il Mosap – del fatto che ad oggi non sono state mantenute le promesse più volte fatte dai vertici politici del Viminale: rafforzamento degli organici e dei mezzi e dimezzare le scorte. A oggi purtroppo non abbiamo visto nulla di tutto questo, soprattutto per quel che riguarda la Polizia di Stato”.

Il Sindacato Autonomo dei Vigili del Fuoco si stringe anch’egli alle famiglie vittima della tragedia, attraverso le parole di Antonio Brizzi, segretario generale: “Non ci stancheremo mai di chiedere investimenti da parte dello Stato nel settore della sicurezza”.

“Chi è al servizio dello Stato per garantire la sicurezza dei cittadini – aggiunge Brizzi – siano Forze dell’Ordine o Vigili del Fuoco, va tutelato con una formazione costante e con mezzi e attrezzature all’avanguardia. Ma va anche protetto dai balordi con la consapevolezza di pene certe ed esemplari che oggi sappiamo essere una chimera in Italia. Altrimenti chi rappresenta lo Stato muore due volte, una per mano di balordi e una per mano di uno Stato incapace di tutelare i suoi servitori”.

Considerando lo stato di disagio psichico dei due assalitori, la morte dei due agenti può essere configurata come una morte “sul lavoro”. E in questo contesto la inquadrano Villiam Pezzetta, Alberto Monticco, Giacinto Menis, i segretari generali di Cgil-Cisl-Uil.
“Esprimiamo, a nome dei sindacati che rappresentiamo e di tutto il mondo del lavoro regionale la nostra vicinanza alle famiglie degli agenti uccisi a Trieste e ai lavoratori della polizia, che un’altra volta pagano il prezzo più alto alla dedizione con cui continuano a svolgere, nonostante la forte carenza di personale e di mezzi, il loro fondamentale ruolo a tutela della sicurezza dei cittadini e del territorio”.

“Al cordoglio – soggiungono i Sindacati – si unisce la preoccupazione per una violenza che colpisce in modo inaspettato una regione non avvezza a tragedie di questa portata, che non possono non creare allarme e insicurezza tra i cittadini. È in momenti come questi, però, che una comunità deve saper ritrovare compattezza e unirsi nei valori della civile convivenza e della legalità”.

Voci alle quali si uniscono i membri di FSI-USAE di Trieste, attraverso il proprio segretario Modica Matteo: “Il più profondo cordoglio alle famiglie dei giovani poliziotti e la massima vicinanza a tutti le donne ed uomini delle forze dell’ordine. In questo momento così triste, restiamo attoniti ed in silenzio”.

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