14.10.2019 – 15.15 – In questi giorni vengono assegnati i Premi Nobel 2019, onorificenze mondiali attribuite alle migliori menti che contribuiscono in maniera fondamentale a scoperte o ricerche benefiche per l’umanità in svariati ambiti.
L’idea ed il nome nascono da Alfred Nobel, imprenditore nato nel 1833, che fece un’immensa fortuna con l’invenzione della dinamite ed il commercio di armi. Ma un “cambio di rotta”, poco prima della sua morte, lo convinse ad elaborare nel suo testamento una particolare volontà: quella di lasciare gran parte del suo patrimonio ed i suoi interessi sotto forma di premi a coloro che, durante l’anno precedente, più avevano contribuito al benessere dell’umanità. Non è mai troppo tardi, quindi, per cambiare.
Grazie a ciò, il primo Nobel fu assegnato nel 1901 e da allora ogni anno, ad ottobre, sono resi noti i nomi dei vincitori mentre il 10 dicembre, ad Oslo e a Stoccolma, avviene la consegna dei premi.
Nello specifico il Nobel per la Fisica è stato assegnato per metà a James Peebles e per l’altra metà a Michel Mayor e Didier Queloz. Il primo è riuscito ad indagare sul cosmo e le galassie tramite un approccio teorico, utile per la comprensione della storia dell’universo, mentre i secondi hanno scoperto 51 Pegasi,un pianeta fuori dal sistema solare ed un esopianeta che orbita intorno una stella simile al Sole. Queste scoperte hanno poi permesso di dare il via alla scoperta di oltre 4mila pianeti nella Via Lattea e ad un campo totalmente nuovo dell’astronomia che ci potrà permettere un giorno di capire se vi siano altre forme di vita nel vicino Universo.
Il Nobel per la Medicina è stato assegnato a W.J. Kaelin, G.L. Semenza e P.J. Ratcliffe, che hanno scoperto il funzionamento di base delle cellule, ovvero l’andamento e come si adattano quest’ultime alla disponibilità di ossigeno. Ciò è importante in casi di infarti, ictus o tumori, in quanto le cellule che crescono al loro interno consumano grandi quantità di ossigeno e questa scoperta può gettare le basi per combattere le stesse malattie.
Il Nobel per la Chimica è stato assegnato a J.B. Goodenough, M.S. Whittingham e A. Yoshino. Il primo dagli anni Settanta ha contribuito a sviluppare le batterie come accumulatori di ioni di litio, il secondo ha poi raddoppiato il potenziale delle pile mentre Yoshino ha eliminato il litio puro usandone solo gli ioni, rendendole più sicure. Con ciò hanno contribuito a creare una società senza fili e combustibili fossili, facendo sì che le pile stesse possano immagazzinare grosse quantità di energia proveniente da fonti rinnovabili.
Il Nobel per la Letteratura è stato assegnato a Olga Tokarczuk e Peter Handke. La Tokarczuk ha vinto il Nobel del 2018 per la sua immaginazione narrativa. (Il premio era stato sospeso a causa dello scandalo per molestie che aveva coinvolto il marito di una giurata, il fotografo e regista Jean-Claude Arnault.) Con studi di psicologia alle spalle, la vincitrice nei suoi libri affronta temi mistici ma anche le responsabilità dell’umanità verso la natura, il nomadismo e il tema della comprensione tra popoli in Europa.
Handke ha vinto il Nobel del 2019 come letterato d’avanguardia con grande ingegnosità linguistica. Dai suoi romanzi sono stati tratti dei film ed ha collaborato anche per ‘Il cielo sopra Berlino’. Ha inoltre dedicato tre reportage alla situazione dell’ex-Jugoslavia.
Il Nobel per la Pace 2019 è stato assegnato ad Abiy Ahmed Ali. Ministro dell’Eritrea, premiato per i suoi sforzi nel raggiungere la pace e per le sue iniziative volte a risolvere i conflitti lungo il confine del suo paese. La favorita era Greta Thunberg, per aver creato un movimento mondiale in difesa del clima, ma le riserve consistevano nel ‘fardello’ di un Nobel per la sua giovane età.
Il Nobel per l’Economia è stato assegnato ad A. Banerjee, E. Duflo e M. Kremer. I primi due sono marito e moglie, è la seconda volta che il riconoscimento viene assegnato ad una donna. Hanno contribuito attivamente nella lotta alla povertà globale con un approccio sperimentale. Interventi e studi a riguardo sono stati proposti in Kenya ed in India.
Michela Porta


