15.09.2019 – 08.45 – L’appello alle armi del leader della Lega Matteo Salvini ai suoi cinquecento amministratori, tra sindaci e governatori, riunitisi ieri a Milano, ha trovato un’immediata risposta: monolitico il consenso sull’opposizione al governo giallorosso. Com’era immaginabile, il discorso sull’immigrazione ha dominato ogni altro tema, con le istruzioni ai diversi sindaci e assessori leghisti di non compiere un singolo passo indietro: “Quando vi chiamerà la prefettura per chiedervi quanti ne prendete, da voi mi aspetterò un rispettoso no“. Il nuovo governo Conte bis vorrebbe trasformare l’Italia in un gigantesco campo profughi a cielo aperto, secondo Salvini, il quale ha affermato che “La redistribuzione a parole è stata solo a parole dunque è la resa“.
In realtà il nuovo Ministro dell’Interno Lamorghese, con il veto alla nave Alan Kurdi, ha ribadito, a detta dell’equipaggio della nave, che “questo esecutivo mantiene una posizione di fermezza contro gli sforzi dei salvataggi di civili”. I porti chiusi in realtà rimangono dunque chiusi; “con più umanità” secondo i giornali, “con garanzie umanitarie” secondo la senatrice Paola Taverna del M5S, ma pur sempre chiusi. L’unica eccezione, al momento, è il caso della Ocean Viking a Lampedusa.
Tra gli amministratori e i ‘fedeli’ di Salvini c’erano i leghisti Luca Zaia, Attilio Fontana, Massimo Fugatti e Massimiliano Fedriga, i forzisti Alberto Cirio, Donato Toma e Vito Bardi, assieme a Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, Christian Solinas del Partito Sardo d’Azione e l’ex forzista Giovanni Toti.
Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha immediatamente accolto l’appello salviniano, ribadendo la volontà di bloccare il confine e riecheggiando in questo le parole dell’assessore alla Sicurezza Pierpaolo Roberti: “Siamo disponibili a ragionare su qualsiasi ipotesi dalle nuove tecnologie a barrieramenti, quest’ultimi per indirizzare i migranti in determinati passaggi e poterli prendere, se vogliono superare il confine. Noi abbiamo 30 km sul confine più esposto, quello triestino, e ovviamente non possiamo mettere un poliziotto ogni metro quadrato. Quindi utilizzare tutti gli strumenti a disposizione mi sembra una cosa intelligente e utile”.
La presenza di un nuovo governo nato contro la Lega, tuttavia, rende improbabili queste soluzioni considerando come fossero più minacce che realtà persino durante il governo gialloverde, teoricamente favorevole.
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