11.09.2019 – 11.40 – Si accendono nuove polemiche sul tema dell’area a caldo della Ferriera, area a caldo che da tempo desta preoccupazione sul fronte inquinamento, al centro ormai da anni di un dibattito sempre più pressante che mira alla sua chiusura. Numerose i contrasti legati alle mille promesse avanzate dai politici e dalle varie Giunte Comunali che si sono susseguite e che hanno sempre promesso la chiusura a breve dell’area che con preoccupante frequenza rilascia sulla città polveri e fumi inquinanti.
A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal presidente Fedriga che annunciava la decisione di voler dismettere l’area a caldo della Ferriera, il proprietario dello stabilimento di Servola, Giovanni Arvedi, ha risposto: “Non cerchi e non creda che sia possibile o accettabile girare la frittata alle spalle dei lavoratori e delle persone che hanno operato onestamente”.
Il gruppo Arvedi che ha rilevato lo stabilimento triestino quattro anni fa, salvando di fatti i 450 lavoratori che rischiavano il licenziamento, dopo aver preso atto della decisione della Regione ha apertamente espresso la sua disponibilità a collaborare per agevolare quello che ormai dovrebbe essere l’ultimo capitolo della vicenda Ferriera. Sebbene da una parte i più dei cittadini tirano un sospiro di sollievo, sperando questa volta di veder realizzate la promessa fatta, resta sempre scottante il tema che riguarda la sorte dei dipendenti che da anni vi lavorano all’interno, i quali, in caso di chiusura, si troveranno a dover fare i conti con la disoccupazione. Sebbene sia stato preventivato una riconversione dell’area ad attività di logistica, questa infatti, non riuscirebbe a garantire il reimpiego di tutti i lavoratori, condannando coloro che rimarrebbero fuori a doversi arrangiare in un momento di forte depressione del mondo industriale e profonda crisi economica.
Questa mattina Sindacati e dipendenti hanno quindi deciso di scendere in piazza alle 9.00, disertando l’incontro fissato con l’Azienda nella sede di Cremona, per incontrare il presidente Fedriga e gli Assessori regionali al fine di chiedere un impegno congiunto con il Governo per scongiurare la perdita di centinaia di posti di lavoro. Secondo quanto dichiarato da Antonio Rodà, sindacalista del UIL: “Servirebbe un nuovo piano industriale di sviluppo di attività complementari alla logistica. […] Proclami a mezzo stampa causa tensione ed esasperano gli animi dei lavoratori che rischiano il posto di lavoro”.


