Caccia al ‘sorzo’ osteggiata, alcuni animalisti sabotano le trappole

14.09.2019 – 11.17 – Trieste è una città di mare e com’è noto, malattie e topi viaggiano di pari passo a bordo delle navi, dal XIV secolo con la peste nera, alle epidemie di colera del XVI e XVII secolo, fino al contemporaneo, con navi in quarantena e attenti controlli sanitari. La deratizzazione, dunque, non è un affare da sottovalutare, secondo l’Assessore comunale agli affari zoofili Michele Lobianco. Questi ha illustrato proprio stamane il nuovo programma volto a sradicare la piaga delle “pantegane” da Trieste. Il luogo per l’incontro? Niente meno che Piazza Venezia, uno dei luoghi dove si segnalano più topi, assieme alle Rive.

La derattizzazione, un tempo competenza delle Aziende Sanitarie, ora ricade completamente sulle spalle del Comune di Trieste che ha scelto comunque di chiedere un aiuto all’AsuiTs e all’Autorità Portuale. L’ufficio deputato è l’Ufficio Zoofilo del Servizio Ambiente ed Energia.

Facendo il punto su quanto già fatto e su quanto si andrà ancora a fare, l’Assessore Lobianco ha innanzitutto fornito i dati dell’appalto biennale in corso (che scadrà il 31 dicembre di quest’anno) e che ha visto il posizionamento sul territorio di un totale di circa 1250 erogatori (di cui 500 nelle pubbliche vie, 550 presso le strutture scolastiche e circa 200 presso giardini, parchi, musei o altri sedi comunali e istituzionali). Si prevede inoltre – è stato spiegato – l’installazione di ulteriori 100 erogatori, per la copertura di diversi siti finora scoperti, in considerazione del fatto che nuove presenze vengono a manifestarsi in aree non ancora trattate, a testimonianza di un fenomeno grave.

I dispositivi, di materiale plastico, a forma trapezoidale, sono strutturati in maniera tale – è stato precisato, a scanso di ogni dubbio – di non consentire il contatto delle esche con cani, gatti o bambini. Gli erogatori vengono poi controllati periodicamente, per assicurarsi che stiano svolgendo il loro compito di eliminare quanti più topi nel minor tempo possibile.

“Ma proprio tale costante monitoraggio, oltre a un buon risultato complessivo della campagna, ci consente purtroppo – ha sottolineato Lobianco, stigmatizzando alcuni comportamenti riprovevoli, oltre che sanzionabili per legge – di dover constatare anche come tale servizio, che, lo ribadiamo, è indissolubilmente legato a un discorso di igiene e sanità pubblica, venga ostacolato e in parte compromesso da due fenomeni diversi tra loro ma convergenti nel risultato: la pratica di abbandonare cibo per terra e l’azione di alcuni che pensano bene di rompere, sabotare o prelevare ed eliminare gli erogatori, come è accaduto e accade molto spesso per un malinteso senso di animalismo estremo. E’ evidente che entrambi questi atteggiamenti portano a compromettere l’efficacia di un’azione di derattizzazione comunque complessa e costosa per le casse comunali e a favorire la proliferazione dei ratti.”

Avvicinandosi il termine dell’appalto corrente, affidato alla società “Girasole” di Porcia (UD) – è già stato avviato – ha concluso Lobianco – l’iter per l’appalto nuovo, biennale e con un importo base di gara pari a 40.000 Euro lordi (compresa IVA e oneri per la sicurezza).
Da rilevare che questo nuovo appalto, per una nuova campagna ancor più intensa e attenta, comprenderà anche l’opera – “davvero certosina e non semplice”, ha rimarcato l’Assessore – di costante individuazione di varchi, tane, fessure nelle strutture murarie, attraverso le quali i ratti escono allo scoperto o rientrano nei loro nidi.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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