13.09.2019 – 12.27 – L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia si dissocia, tramite le parole del suo presidente, Renzo Codarin, dalle iniziative della Banda degli Idraulici e degli skinhead del Fronte Veneto, definendole provocatorie e non concordate a livello istituzionale.
“L’A.N.V.G.D. ricorda e celebra tale ricorrenza attraverso convegni, pubblicazioni ed iniziative istituzionali, commemorando così l’italianità della città di Fiume, come espressa dalla dichiarazione di annessione all’Italia pronunciata dal Consiglio nazionale cittadino il 30 ottobre 1918 e che l’azione dannunziana intese concretizzare fino al tragico epilogo del Natale di sangue. Successivi trattati internazionalmente riconosciuti avrebbero sancito l’unione del capoluogo del Carnaro al Regno d’Italia, prima che le stragi delle foibe avvenute al termine della Seconda guerra mondiale, i confini definiti dal Trattato di pace del 10 febbraio 1947 e l’esodo della stragrande maggioranza della popolazione fiumana trasformassero la comunità italiana autoctona in minoranza”.
“Da allora la comunità della diaspora adriatica ha conservato la storia dell’italianità istriana, fiumana e dalmata, avviando dopo il crollo del muro di Berlino e della Jugoslavia comunista un sempre più intenso dialogo con l’Unione Italiana. Nel rispetto dell’attuale situazione confinaria (diluita peraltro dalla comune appartenenza di Italia, Slovenia e Croazia all’Unione Europea) e senza voler suscitare anacronistiche rivendicazioni né deleteri revanscismi, l’associazionismo degli esuli lavora per la causa comune della conservazione della storia, della cultura e dell’identità italiana nell’Adriatico orientale in sinergia con la comunità italiana oggi presente a Fiume. Massima distanza pertanto da estemporanee goliardate e manifestazioni di irredentismo fuori tempo compiute da associazioni e sigle che conoscono solo superficialmente le nostre delicate vicende, i complessi equilibri odierni e cercano solamente un po’ di visibilità”.
[c.s.]


