13.09.2019 – 09.52 – Ieri, nel centenario dell’Impresa di Fiume (12 settembre 1919-2019), una raffica di provocazioni ha infiammato la città croata di Rijeka. Proprio alla mattina presto, infatti, un gruppo chiamato “La Banda degli Idraulici“, già protagonista di analoghe azioni a Bibbiano e a Lampedusa, ha affisso un gigantesco tricolore del Regno d’Italia sull’inferriata del Palazzo del Governo. Quando la Polizia croata è intervenuta in loco ha scoperto però solo alcuni manifesti di propaganda. Il gruppo si è successivamente vantato dell'”impresa” su Facebook.
Questo a sua volta ha scatenato uno stato d’allerta, con la Polizia alla ricerca di bandiere italiane nella città: due cittadini italiani, rispettivamente di 19 e 20 anni, sono infatti stati fermati con un altro tricolore monarchico, però troppo piccolo per corrispondere a quello esibito davanti al palazzo. I due giovani “sono stati sanzionati ai sensi della disposizioni della Legge sulle trasgressioni contro il disturbo alla quiete pubblica”. Nel corso dell’indagini contro “Gli Idraulici”, altri due italiani, stavolta di 19 e 55 anni, sono stati rintracciati dalla Polizia. Ma non era ancora finita, perché presso l’Aeroporto di Fiume, sull’Isola di Veglia, la Polizia ha bloccato altri quattro italiani, accomunati dai due opposti della gioventù (23 anni) e dell’età anziana (56, 63, 70 e 74 anni). I bagagli del gruppo scoppiavano di materiale propagandistico, da tricolori, a volantini, tutto con il probabile scopo di “provocare” qualche violenta reazione nell’occasione del centenario. La Polizia di Frontiera ha immediatamente bloccato loro l’ingresso nel paese.
La situazione, così presto degenerata, ha fatto sì che le autorità schierassero una decina di agenti di polizia davanti a Palazzo Modello, a difesa di Giordano Bruno Guerri, che stava presentando il suo libro, “Disobbedisco, Cinquecento giorni di rivoluzione. Fiume 1919-1920”. Il palazzo è la sede della Comunità degli Italiani e le forze dell’ordine temevano reazioni da parte della popolazione croata su un tema assai sensibile tutt’oggi. Considerando quanto fragili siano i rapporti con la comunità italiana residente in Croazia e con quale fatica si continui a intessere un rapporto volto a migliorare le sue condizioni, questo genere di provocazioni danneggia gravemente chi a Rijeka (Fiume) ci vive. Ci si può allora chiedere quale genere di patriottismo miri a danneggiare le condizioni dei propri connazionali all’estero, rendendo loro la vita difficile.


