06.09.2019 – 18.17 – Il governatore Massimiliano Fedriga non cede, ma anzi contrattacca il governo sulla scelta di impugnare la legge regionale “omnibus” n. 9, con particolare riferimento agli articoli 22 e 54 comma c. L’accusa, infatti, è doppia: da un lato si contesta la scelta di aver trasferito i fondi disponibili per l’integrazione – 300mila euro – spostandoli a favore invece dei rimpatri volontari; dall’altro aver posto come condizione sine qua non per gli incentivi occupazionali avere la residenza in regione d’almeno cinque anni. Quest’ultimo articolo risulterebbe infatti discriminatorio nei confronti degli immigrati.
La Regione presenterà pertanto ricorso alla Corte Costituzionale, perché trattasi, secondo il governatore, di “un grave atto politico”, mirato appositamente a esasperare un clima già teso. La documentazione, a questo riguardo, è già pronta, non vi sono nè incertezze, nè tentennamenti.
Merita ricordare come i rimpatri volontari seguano l’immigrato nella sua scelta di avviare un’attività nella madrepatria con un apposito programma, completo di sostegno economico. L’impugnazione della legge 9 rischia pertanto di vanificare tutto il lavoro già svolto a questo proposito. I rimpatri in questione erano rivolti verso gli extracomunitari extra sprar.
“È lo stato competente a effettuare i rimpatri, noi vogliamo collaborare con lo stato. Pensiamo sia più utile finanziare rimpatri volontari, collaborare con lo stato, rispetto a chi utilizzava quei soldi per finanziare corsi di sci gratuiti per i richiedenti asilo”. Ha sottolineato il governatore.


