Crollo piscina ‘Acquamarina’, l’incerto futuro dei 15 dipendenti

01.08.2019 – 09.25 – Il tragico crollo del tetto della piscina “Acquamarina” di Trieste non solo getta un’ombra sullo stato dell’edilizia del capoluogo, ma priva una rilevante fetta della cittadinanza di un servizio molto richiesto dalle persone con disabilità e problemi motori. Tuttavia il maggiore danno, intanto, è per i dipendenti della piscina, privi letteralmente del proprio luogo di lavoro. Numeri non indifferenti, perchè la Srl padovana2001” impiegava 15 dipendenti e 20 collaboratori, al servizio rispettivamente di una media di 150 fruitori. L’azienda incontrerà a breve a Trieste i propri addetti, onde fare il punto della situazione; tra le opzioni si è addirittura ventilato un riallocamento direttamente a Padova, un’opzione che difficilmente incontrerà il plauso dei lavoratori. Solo il fatto che l’incidente sia avvenuto durante il mese di agosto, quando la gran parte degli addetti era in ferie, garantirà di avere quel tempo necessario per pianificare con calma come risolvere un problema di non facile soluzione.

Infatti, anche se la questura dovesse nominare immediatamente i periti, occorrerebbe appena individuare i punti deboli della struttura, attraverso un’approfondita analisi del progetto originale, degli interventi di manutenzione e – passaggio chiave – di come sono stati eseguiti i lavori. Intanto l’assessore Grilli ha promesso d’incontrare la Consulta dei disabili, con l’obiettivo di individuare un’altra piscina terapeutica; forse a Grado o ad Ancarano, a ridosso del confine di lazzaretto.