Caro-acqua retroattivo: lo storico Spugnificio Rosenfeld tra le aziende colpite

28.08.2019 – 13.00 – Affiorano le prime problematiche a seguito dell’inserimento da parte dell’Autorità di Regolazione per l’Energia Reti e Ambiente, ARERA, della normativa a livello nazionale in merito all’articolazione tariffaria del servizio idrico integrato a decorrere dal 1 gennaio 2018. Un provvedimento che ha come obiettivo quello dell’adeguamento delle tariffe del servizio idrico che comprendono acquedotto, fognatura e depurazione, e finalizzato al superamento delle differenze applicate a livello locale attraverso la completa ristrutturazione dei corrispettivi tariffari ed una nuova classificazione delle utenze e che prevederà, in sostanza, che le medesime regole siano applicate in tutta Italia. Un provvedimento, questo, del quale la stessa Confindustria Venezia Giulia aveva messo in luce alcune criticità, in particolare in riferimento al principio di retroattività previsto che, come spiegato proprio da Confindustria, avrebbe rischiato di generare “un’immediata stangata imprevista” mettendo “in temporanea difficoltà le aziende.”

Una preoccupazione fondata e purtroppo concretizzatasi per lo Spugnificio Rosenfeld di Muggia, la più antica azienda d’Europa nell’ambito della lavorazione e della vendita di spugne artigianali. Fondata nel lontano 1896 sotto l’Impero austro-ungarico dal commerciante David Rosenfeld, lo storico stabilimento è ora guidato da Elena Pesile e Mary Rosenfeld, madre e figlia titolari dello spugnificio che assieme ai loro quattro dipendenti portano avanti la storica attività della famiglia. Ed è proprio l’azienda Rosenfeld che, come accaduto ad altre aziende, si è trovata in difficoltà a seguito del ritocco al rialzo delle bollette dell’acqua applicato in modo retroattivo, trovandosi a dover pagare oltre 2500 euro di bolletta, rispetto ai consueti 300 e vedendosi tagliare l’erogazione idrica per un giorno a causa del non immediato pagamento, motivato dalla volontà da parte dell’azienda di verificare e accertare la correttezza dell’importo dovuto.

“E’ stato un danno perché abbiamo dovuto tenere l’attività chiusa per un giorno e abbiamo fatto stare a casa i dipendenti – spiega una delle titolari in un’intervista al TGR Friuli Venezia Giulia, aggiungendo – non ce lo aspettavamo perché non abbiamo mai lasciato una bolletta insoluta.”

Lo spugnificio è una delle poche realtà rimaste nel settore che prevede la lavorazione quasi esclusivamente artigianale delle spugne provenienti oltre che dal Mar Mediterraneo, anche da Caraibi e Bahamas, usate ad oggi per lo più nell’ambito della cosmetica. Dietro alla produzione, un lungo lavoro di selezione e di lavorazione che ne giustificano il prezzo che può variare, a seconda della tipologia di spugna, dai sei ai trenta euro: “Costa molto perché è il pescatore di spugne che deve immergersi tra i dieci e i trenta metri sott’acqua e andare alla ricerca, scandagliare i fondali per cercare le qualità di spugne che sono commercialmente valide” – spiega infatti una delle titolari. Una volta giunta nello stabilimento ogni spugna viene lavorata manualmente con cura ed attenzione – “Viene  depurata e messa in soluzioni acide, seguita da soluzioni basiche per neutralizzarla, la spugna viene poi selezionata e tagliata con la forbice del tosapecore, come usavano inGrecia.”

Un’azienda quindi storica, che come molte altre si è imbattuta nella problematica relativa alla retroattività della nuova normativa, sulla quale Confindustria Venezia Giulia aveva già in precedenza posto l’attenzione, dichiarando: “Come Confindustria Venezia Giulia abbiamo già sollecitato un’azione di Confindustria nazionale, che a sua volta è già intervenuta presso la Direzione Sistemi Idrici di ARERA, affinché l’applicazione delle nuove tariffe non venga ad impattare in maniera considerevole sulle attività produttive, e che nel successivo periodo regolatorio non venga più applicata la retroattività. Al momento abbiamo ricevuto poche segnalazioni, ma abbiamo già aperto un filo diretto con AcegasApsAmga per la risoluzione di eventuali casi specifici”.

Tuttavia, anche a seguito di questo spiacevole episodio, madre e figlia continuano a combattere, non solo per portare avanti la lunga tradizione di famiglia, ma anche in difesa dell’ambiente, finanziando la coltivazione di spugne con università e istituti di ricerca contro lo spopolamento causato dal cambiamento climatico.

Nicole Petrucci
Nicole Petruccihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista iscritta all'Ordine del Friuli Venezia Giulia. Direttrice responsabile

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