26.08.2019 – 14.21 – Può un uomo rappresentare, con la sua vita e le sue opere, cent’anni di storia e per di più di un secolo straziato e difficile quale il Novecento? Una domanda che ci si pone ogni anno, quando, il 26 agosto, ricorre il genetliaco dello scrittore e intellettuale sloveno Boris Pahor. Dopo la morte di Gillo Dorfles, all’età veneranda di 108 anni, lo scorso marzo 2018 e quella di Andrea Camilleri, a luglio 2019, a “soli” 93 anni, Boris Pahor rimane uno degli ultimi testimoni di un intero periodo storico, uno deigrandi vecchi“.

Boris Pahor nacque nella Trieste dell’Austria-Ungheria, ai suoi ultimi anni (1913); la sua vita segue, nelle sue diverse tappe, tutti gli episodi chiave del ventesimo secolo: dalla Prima Guerra Mondiale, all’incendio del Narodni Dom di Trieste, alla persecuzione fascista in Friuli Venezia Giulia, alla Seconda Guerra Mondiale, all’internamento nei lager nazisti, all’ostracismo e alla persecuzione nella Jugoslavia del maresciallo Tito. Durante il secondo dopoguerra (1975), uno dei suoi primi, più importanti libri è la collaborazione con Alojz Rebula, “Edvard Kocbek: testimone della nostra epoca” (Edvard Kocbek: pričevalec našega časa). Il libro-intervista, che denuncia i crimini delle foibe del maggio 1945, provocò dure reazioni dalla Jugoslavia che immediatamente vietò l’opera. Ma il suo libro più famoso rimane la memoria di “Necropoli” (1967) dove riflette sui giorni passati nel lager di Natzweiler-Struthof. Pahor adopera un linguaggio crudo e diretto, senza fronzoli o retorica, descrivendo con pagine asciutte e terribili l’esperienza nei lager. Verrà pubblicato in Italia appena trent’anni dopo, nel 1997, e solo nel 2008 da un grande editore, Fazi. Intanto in Francia aveva riscosso un grande successo, al punto che Le Monde lo descriveva come “Un libro sconvolgente, la visita a un campo della morte e il riaffiorare di immagini intollerabili descritte con una precisione allucinata e una eccezionale finezza di analisi“. Scrittore prolifico, Pahor continua tutt’ora a scrivere e a gestire un imponente produzione letteraria, specie saggistica.

Nell’occasione del compleanno Trieste sta festeggiano Pahor in Piazza Oberdan, alle ore 18.30, con letture e brindisi davanti al monumento di Marcello Mascherini, che onora i caduti della Risiera di San Sabba. A Lubiana, invece, si festeggia Pahor presso la libreria Consorijum.