23.08.2019 – 13.50 – E’ la ricerca di nuove rotte e luoghi in cui approdare il leitmotiv della terza edizione del festival “Approdi – Rotte artistiche senza bussola” che si svolgerà a Trieste dal 26 agosto al 15 settembre 2019, con undici appuntamenti artistici e culturali in alcune delle più belle ma anche originali location della città, intrecciando danza, musica, teatro, cinema e conducendo quella che potrebbe essere definita come una metaforica navigazione che unisce la ricerca di nuove modalità espressive a spazi e contesti inusuali, con l’obiettivo di dare loro risalto attraverso l’arte e viceversa.
“Un contenitore culturale” è quanto si delinea quindi essere “Approdi”, come spiegato dallo stesso direttore artistico Lorenzo Acquaviva nel corso della conferenza stampa di presentazione svoltasi questa mattina, venerdì 23 agosto all’Antico Caffè San Marco. Acquaviva ha poi voluto sottolineare l’importante elemento di mistero che accompagna il Festival e che si manifesta attraverso un chiaro intento di far scoprire alcuni significativi luoghi di Trieste attraverso l’arte. Un intento, quest’ultimo, messo in luce attraverso il tema di quest’anno, “Sulla Terra fuori dal Mondo“: un “essere qui ma guardare in una direzione inconsueta” come spiegato dal direttore artistico stesso.
Una volontà quindi di “guardare al di là” e sempre più in alto, che viene ben raffigurata e a cui si richiama anche l’immagine della locandina del Festival, con un’illustrazione ad opera di Jan Sedmak che, come affermato dall’assessore alla Cultura Giorgio Rossi presente alla conferenza di presentazione, ben si addice alla città di Trieste, la quale “deve guardare sempre più in alto“. L’assessore ha poi voluto sottolineare il “significato altissimo” del titolo del Festival, “Approdi”, e la sua fondamentale rilevanza all’interno di un contesto e di “un mondo che non vuole più che gli altri approdino“.
Tramite l’intreccio e la contaminazione di diverse discipline artistiche, Approdi vuole quindi rappresentare uno spazio aperto di dialogo e di comunicazione artistica, in un’ottica anche di arte intesa come elemento socializzante. Un “guardare fuori” che proprio attraverso il tema della navigazione si sviluppa attraverso appuntamenti denominati di “scalo“, “isola” e “rotta“, che animeranno spazi inconsueti e non della città di Trieste.
Il programma:
- Lunedì 26 agosto, alle ore 19.30, presso l’Agriturismo Scheriani a Muggia: “Sulle tracce di Vivian Maier (Isola). Uno spettacolo in collaborazione con l’Associazione Culturale “Adelinquere” che prenderà la forma di un “aperitivo con l’Arte” dedicato ad una delle più misteriose fotografe del Novecento, una “collezionista di sguardi” il cui percorso esistenziale iconografico sarà raccontato attraverso le parole di Cristina Bonadei e Massimo Tommasini, accompagnati da Stefano Bembi alla fisarmonica.
- Mercoledì 28 agosto, alle ore 21.00, al Castello di San Giusto, Bastione Rotondo: “Hello I’m Johnny Cash” (Scalo). Uno spettacolo ad ingresso gratuito di e con Eva Tomat, ideato sul format dei grandi spettacoli radiofonici americani, per ricordare la celebre icona musicale, con Lorenzo Zuffi e Massimiliano Scherbi.
- Sabato 31 agosto, alle ore 20.30, presso l’Auditorio Marco Sofianopulo del Civico Museo Revoltella: “Lo straordinario racconto della normalità: Domenico Iannacone (Varo). Il celebre giornalista di Rai3 dialogherà con Cristina Bonadei in un incontro ad ingresso gratuito.
- Venerdì’ 6 settembre, alle ore 20.30, presso la Sala conferenze della Centrale Idrodinamica: “Aerial Circus” (Rotta industriale). Uno spettacolo di danza verticale, con Dana Augustin e Elisa Tessarotto, che danzeranno nel vuoto in un immaginario universo fatto di luce e di musica. A seguire, alle ore 21.30, presso la Sala macchine della Centrale Idrodinamica, andrà in scena lo spettacolo “Ismene“, un testo di Lot Vekemans a cui darà voce Nikla Panizon, con regia di Igor Pison, prodotto dal Teatro Stabile Sloveno. Uno spettacolo multimediale che richiama alla tragedia greca ma in chiave moderna.
- Sabato 7 settembre alle ore 20.30, presso la Chiesa Luterana: “Jennifer Cabrera Fernandez” con “The 3rd Root” (Scalo). L’artista messicana ritorna a Trieste per un viaggio alla scoperta delle tre radici del suo paese, quella messicana, quella ispanica e quella africana, attraverso la danza, il canto e la musica, con Alvise Saggi e Pietro Valente.
- Domenica 8 settembre, alle ore 19.00 e con replica alle ore 20.30, nello Spazio baronale del Civico Museo Revoltella: “Un caffè con il Barone” (Rotta storica). Lorenzo Acquaviva e Valentino Pagliei, replicheranno uno degli spettacoli più amati e cari al pubblico triestino, affiancati dall’esibizione dei ballerini della “Trieste Ottocento”, in uno spettacolo che vuole celebrare la figura di Pasquale Revoltella anche in occasione dell’anniversario dei 150 anni dalla sua morte.
- Giovedì 12 settembre, alle ore 20.30, al Civico Museo Revoltella: “Non sparate sul pianista” (Scalo a sorpresa). In collaborazione con la Cappella Underground che celebra quest’anno i 50 anni dalla sua fondazione, Giorgio Pacorig darà voce, musicandolo, al grande cinema muto.
- Venerdì’ 13 settembre, alle ore 20.30, nella Sala del Trono al Castello di Miramare: “Quel Genio ‘senza pace’ di Leonardo (Rotta leonardiana). Antonio Forcellino, tra i più autorevoli conoscitori della figura di Leonardo Da Vinci, ne racconterà l’immenso talento “disperso”, con letture a cura di Lorenzo Zuffi e musiche di Federico Rossignoli. A seguire lo spettacolo “Anima” di e con Luciano Roman e con la partecipazione speciale di Kàartik, danzatore ospite di quest’edizione del Festival, in uno spettacolo che intreccia il videomapping al teatro e alla danza, a cui faranno da tema centrale gli scritti di Leonardo.
- Sabato 14 settembre, alle ore 15.45, al Santuario di Monte Grisa, sarà invece in programma uno “scalo a sorpresa“, con ingresso gratuito ed aperto al pubblico. Sempre nella giornata di sabato inoltre, alle ore 20.30, nella Chiesa Luterana, sarà la volta di una “rotta spirituale” con la performance di danza site-specific “Necesse est“, di e con Marina Rossi ed Elonora Zenero, prodotto da Danceproject Festival: uno spazio che viene letto e rivelato attraverso la danza, in un dialogo tra corpo, architettura e storia. A seguire, alle ore 21.30, “Filo d’Erba” di e con Cinzia Villari e Lorenzo Profita.
- Domenica 15 settembre, alle ore 20.30, allo Stabilimento Ausonia: “Leopardinfinito” (In porto). Uno spettacolo realizzato in collaborazione con PEN Trieste per celebrare i 200 anni dell’Infinito di Leopardi, che con le musiche di Riccardo Morpurgo e Charly Bertolotto e con le letture di Giuseppe Renzo, racconterà un Leopardi declinato nelle diverse e molteplici lingue delle diverse nazionalità che da sempre convivono a Trieste.
Alla fine di tutti gli appuntamenti-rotta sarà previsto un “brindisi in cambusa“: un momento di incontro e di dialogo, che ben rappresenta quell’idea di arte come elemento socializzante, aspetto fondamentale del Festival.
Il Festival è organizzato da Manuela Sabatti in co-organizzazione con il Comune di Trieste e con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, produzione a cura di Sandro Benedetti, con la partecipazione ed il supporto di Cristina Bonadei, Francesco Todisco e Riccardo Piemonte.









