07.07.2019 – 17.00 – In base a quanto risultato da un recente campionamento svolto a livello europeo, le fraudolente operazioni di alterazione del chilometraggio producono, sulla nostra economia, danni stimati per circa 2 miliardi di euro l’anno. Circa il 50% delle automobili finite sul mercato dell’usato e rivendute, attualmente circolanti, non presenta chilometri reali. Queste alterazioni, oltre ad essere assolutamente illegali, originano una catena di irregolarità che, oltre a ridurre potenzialmente la sicurezza del veicolo, penalizzano l’intera filiera dell’automobile coinvolgendo consumatori, concessionari (onesti), case produttrici, sino alle compagnie assicurative.
Questo è quanto dichiarato da Marco Mauri, Manager di ‘’Evolvea’’, azienda italiana che ha messo in piedi un sistema per aggirare il problema dei furbetti dell’alterazione chilometrica.
Denominato “Diogene”, in onore dell’antico filosofo greco antagonista dei grandi lucratori, questo innovativo sistema è in grado di leggere il chilometraggio reale ed è stato sviluppato e prodotto in collaborazione con l’azienda svizzera FGM-TECH.
Diogene funziona così bene che è stato già adottato da diverse tra le più note case automobilistiche europee come Alfa Romeo, Audi, BMW, Citroën, Fiat, Ford, Lancia, Mercedes-Benz, Mini, Opel, Peugeot, Renault, Smart, Toyota e Volkswagen.
Come funziona?
Gli algoritmi di Diogene, spiegano gli sviluppatori di Evolvea, interrogano tutte le centraline elettroniche del veicolo, raccogliendone i loro dati. Oggigiorno le auto dispongono di diverse centraline e Diogene le analizza tutte, riuscendo a risalire, con estrema facilità, al numero esatto del chilometraggio reale.
Qualsiasi officina autorizzata poi, anche se non rientra nel giro delle case che hanno siglato un accordo con Evolvea, può comprare il dispositivo ed effettuare i controlli del caso, in assoluta autonomia.
I ”furbetti” sono avvisati.


