Monfalcone e Porto di Trieste, Nicoli (FI): “Chiarire ruolo Regione”

15.07.2019 – 15.42 – “La Regione non può abdicare al suo ruolo di programmazione e pianificazione dello sviluppo dell’area portuale e retroportuale di Trieste e Monfalcone, relegandosi a una posizione di totale subalternità nei confronti dello Stato. È in gioco la specialità della Regione Autonoma Fvg. Rispetto alle ultime azioni intraprese il Consiglio Regionale non è stato coinvolto, nonostante le decisioni siano impattanti su territorio e popolazione”. Lo afferma il presidente del gruppo consiliare regionale di Forza Italia, Giuseppe Nicoli, firmatario di un’interrogazione alla giunta regionale con la quale pone una serie di quesiti circa l’acquisizione per 15 milioni di euro, da parte dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale, dell’Azienda speciale per il porto di Monfalcone.

“I nostri porti – osserva Nicoli – sono interessati da strategie sulle quali la Regione deve avere voce in capitolo. Ci sono ancora forti perplessità e incognite per esempio sull’inserimento del porto di Trieste nell’orbita cinese. Anche a Monfalcone non mancano le incognite e vogliamo che la Regione si faccia parte attiva nel comprendere particolari e vantaggi per il territorio dell’operazione in corso e dia il suo apporto in termini di strategie. Per esempio, che strategie di crescita ha l’Autorità di sistema rispetto alle infrastrutture portuali monfalconesi e soprattutto a quelle retroportuali, a fronte del suo investimento? Quali azioni di sviluppo del territorio? Che vantaggi ci sono in termini di ricadute occupazionali dirette e dell’indotto derivanti dall’operazione che si sta portando avanti? Riteniamo che la Regione debba conoscere e rendere note le strategie sottese a un cambio di gestione di tale importanza e portarvi il proprio contributo attivo”.

“Anche sul fronte della Camera di commercio – continua il consigliere regionale – ci sono aspetti che dovrebbero essere chiariti. Come il valore di mercato delle aree di proprietà della Cciaa vendute all’Autorità di sistema e se esiste una perizia asseverata che ne conferma il valore. Inoltre mi chiedo se quelle aree vendute all’Autorità di sistema potevano essere appetibili anche per altri soggetti pubblici, come Comune di Monfalcone o Csem. Anche la partita sui dipendenti dell’Azienda speciale della Cciaa meriterebbe un chiarimento rispetto ad assunzioni da parte dell’Azienda di sistema, che potrebbero essere rivolte anche verso l’esterno”.

Nicoli conclude: “I porti di Trieste e Monfalcone stanno vivendo la loro più florida fase espansiva. La Regione deve essere parte attiva nel sostenere il loro appeal economico-commerciale per garantire benefici, occupazionali e economici, per tutto il territorio e per la sua popolazione. Lo sviluppo delle aree portuali e dei retroporti non dev’essere imperniato soltanto sulla logistica: la Regione deve mettere in campo un’azione incentivante per le aziende locali di trasformazione e lavorazione delle merci e al contempo migliorare le infrastrutture a esse collegate, a pieno vantaggio anche della popolazione che nel suo territorio ospita non solo gli scali portuali ma anche importanti aziende produttive”.

[c.s.]