Migranti, ICS a Roberti: “Crisi occupazionale causata dalla Regione”

28.07.2019 – 14.02 – L’ICS Ufficio Rifugiati della Caritas difende il proprio operato a fronte delle gravi accuse lanciate dall’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, il quale ha ieri dichiarato al quotidiano Il Piccolo come la perdita dei posti di lavoro nel settore dell’accoglienza sia tutto a carico dell’ICS, incapace di vincere i bandi necessari. A sua volta l’ente osserva come il danno sia stato fatto tagliando unilateralmente le risorse a favore dell’accoglienza e dell’integrazione dei richiedenti asilo.
Le affermazioni dell’assessore regionale Roberti – esordisce l’ICS – pubblicate oggi dal quotidiano Il Piccolo sono inqualificabili. Roberti addossa infatti a ICS la responsabilità della perdita dei posti di lavoro nel settore dell’accoglienza per non avere partecipato ai bandi e avere avviato le procedure di ricorso, ma la situazione è radicalmente diversa”.

“Se infatti l’ICS – controbatte l’ente – avesse deciso di accettare le vessatorie condizioni imposte dal ministero dell’Interno e dalla Prefettura, i licenziamenti sarebbero già avvenuti da mesi e in misura molto superiore, attestandosi ad almeno 120 unità. Inoltre l’intero sistema dell’accoglienza diffusa sarebbe cessato con ulteriori gravi conseguenze a catena (chiusura strutture, fine dei corsi di formazione, etc). Solo la determinazione di ICS ha fatto sì che ad oggi la quasi totalità dei lavoratori sono ancora in piena occupazione, il sistema di accoglienza interamente operativo e lo scenario della crisi occupazionale una eventualità molto concreta, ma ancora una eventualità”.

“Le parole del sig. Roberti – conclude l’ICS – evidenziano dunque un disprezzo verso i lavoratori italiani e sono un insulto all’intelligenza dei cittadini. L’amministrazione regionale di cui il Roberti è esponente non è soggetto neutro, ma pienamente co-responsabile dell’attuale crisi occupazionale in ragione della scelta di eliminare ogni intervento regionale a sostegno dell’accoglienza e dell’integrazione sociale dei rifugiati”.

[c.s.]