17.12.2025 – 07.00 – È scomparso, a 93 anni, Sergio Zorzon (1932–2025). Trasecola così un frammento dell’anima triestina, nello specifico l’ultimo rappresentante della grande tradizione editoriale e libraria di Trieste.
Nato in una famiglia triestina poverissima, terzo di tre fratelli, Zorzon fu un esempio di self made man: entrato come apprendista presso la Libreria Cappelli a soli quattordici anni, ne divenne poi collaboratore, direttore e infine proprietario (1967), preferendo quale ulteriore passo di mettersi in proprio con la grande avventura della Libreria Internazionale Italo Svevo di Corso Italia (1968).
Qui il colpo di genio, la volontà di fuoriuscire dal solo ruolo di imprenditore: Zorzon ottiene dalla figlia dello scrittore de La Coscienza di Zeno, Letizia Fonda Savio, la prestigiosa autorizzazione ad utilizzare il nome di Italo Svevo per una nuova casa editrice, dedicata tanto alla città quanto all’Istria. Le edizioni Italo Svevo, dagli anni Settanta, furoreggiarono con bestseller locali di altissima tiratura e valore letterario: ‘Vie e piazze di Trieste moderna’ di Antonio Trampus, ‘Le chiese di Trieste’ di Giuseppe Cuscito, ‘Trieste nelle sue stampe’ di Alfieri Seri e classici della storia dell’amor patrio cittadino come le opere di Cannarella, Szombathely e Cesare Fonda. In tempi più recenti fu sempre la Italo Svevo a pubblicare quell’opera enciclopedica, pazza ma fortunatissima nelle vendite, che fu la collana dei rioni cittadini di Fabio Zubini.
Non solo libraio ed editore, tuttavia: il nome ‘Zorzon’ è oggigiorno associato allo studio del dialetto triestino, dando il nome al monumentale ‘Dizionario del dialetto triestino storico, etimologico e fraseologico’, 1300 pagine tutt’oggi punto di riferimento della lingua locale.
Il figlio proseguì poi l’opera paterna, inaugurando La Fenice nel 1990 e La Libreria Joyce nella Stazione ferroviaria. Eppure gli anni dal duemila in poi, specie con la chiusura della Joyce nel 2011, riflessero la generale crisi dell’editoria e della ‘città di carta’ giuliana, con le dolorose vicende legate alla chiusura della stessa Svevo e soprattutto con la perdita dell’etichetta editoriale, oggigiorno proprietà dell’editore romano Alberto Gaffi.
Proprio un anno addietro il riconoscimento di una vita dedicata alla Trieste ‘di carta’ è stato consegnato dal sindaco Roberto Dipiazza a Sergio Zorzon tramite il sigillo trecentesco.
Grande il cordoglio nell’occasione della scomparsa, specie dalle storiche librerie cittadine; in primis (e non poteva essere altrimenti) la Libreria antiquaria Umberto Saba.
Il funerale si terrà questo venerdì 19 dicembre, con l’ultimo saluto nella camera ardente alle 9.50.
[z.s.]


