17.07.2019 – 16.44 – L’incursione della Goletta dei Laghi di Legambiente sul fiume Isonzo disegna un quadro con molte ombre e poche luci; se i dati sulle microplastiche diverranno noti appena in autunno, attualmente sappiamo che l’Isonzo presenta un inquinamento microbiologico notevole, rilevato in 3 dei 6 punti monitorati, tra Italia e Slovenia. Sotto analisi, specificatamente, gli scarichi, i piccoli canali e gli emissari dell’Isonzo, dove l’insufficiente depurazione causa contaminazioni batteriche di origine fecale.
I 3 punti incriminati corrispondono, attualmente, a Villesse, a valle del Depuratore di Gradisca, a Savogna d’Isonzo, in prossimità del Depuratore di Gorizia e infine presso il torrente Groina, quando si immette nel fiume. Quest’ultimo è in assoluto la località più grave, con valori che schizzano ben oltre l’accettabile. Esigua consolazione, tutti e tre i luoghi inquinati non sono considerati “balneabili”.
I responsabili hanno richiesto, a questo proposito, una maggiore collaborazione tra Italia, Friuli Venezia Giulia e Slovenia, ricordando che “Le acque non hanno confini, i problemi vanno messi a punto sull’intera asta e vanno trovate comuni soluzioni”.


